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Ispirazione31
La scorsa è stata una settimana nervosa e volatile sui mercati finanziari. A catalizzare l’attenzione sono stati due macro-temi: la riunione della Fed e le trimestrali delle grandi aziende tecnologiche americane. Il FOMC ha votato a maggioranza, 9 voti a 3, per confermare i tassi nel range 3,5-3,75%. La decisione era scontata dal mercato, che ha puntato il dito sui 3 voti contrari, segnale di un inedito dissenso tra i banchieri centrali USA e soprattutto di una Fed più “falco” nei mesi a venire. Inevitabilmente la curva dei rendimenti obbligazionari si è irripidita.
In attesa di scoprire le carte che distribuirà la Fed questa settimana, la scorsa ottava ha visto la BCE confermare il livello del costo del denaro. Non una sorpresa per il mercato, focalizzato soprattutto su alcuni passaggi di Christine Lagarde, che ha messo nel mirino il petrolio come fattore esogeno capace di impattare sulle prospettive di politica monetaria. Petrolio che, con la sua cavalcata al rialzo delle ultime tre settimane, ha nuovamente messo nel mirino i 100 dollari al barile e che dunque si ripropone come sentinella del rischio dei mercati. Un rischio monetario, non più geopolitico. In un contesto in cui le aziende stanno investendo cifre colossali per sviluppare l’ecosistema AI, la possibilità che le materie prime energetiche contribuiscano a spingere al rialzo i tassi in America e in Europa non piace agli operatori.
I mercati restano in bilico, sospesi tra rischio geopolitico e pressioni inflazionistiche. Il conflitto in Medio Oriente continua a dettare l’agenda globale, con i rendimenti a breve termine in tensione e il petrolio in rialzo. Washington non intende arretrare di fronte all’Iran, ma senza una via negoziale credibile lo scenario resta aperto, tra escalation e tregue apparenti lungo lo Stretto di Hormuz, un contesto che rischia di tenere l’inflazione elevata più a lungo del previsto. Il CPI statunitense ha sorpreso al ribasso, complice il calo dell’energia, offrendo un respiro al FOMC. Ma sarebbe un errore leggervi la fine delle pressioni sulla Fed: i dati mensili resteranno volatili, e l’equilibrio resta fragile.
C’è uno Stretto che l’economia globale non può permettersi di vedere bloccato: quello di Hormuz, dove ogni giorno transita il petrolio che alimenta il pianeta e dove le tensioni tra Washington e Teheran continuano a far tremare i mercati. Ma esiste un secondo Stretto, meno geografico e più tecnologico: quello dei chip di memoria, indispensabili per l’intelligenza artificiale e altrettanto scarsi. SK Hynix ha debuttato al Nasdaq raccogliendo 26,5 miliardi di dollari, la più grande emissione azionaria mai realizzata negli Stati Uniti da una società estera.
Trainati dal boom dell’AI, gli investimenti delle imprese continuano a sostenere il PIL statunitense, anche se le Magnifiche Sette iniziano a soffrire in Borsa più di chi, dai loro investimenti, sta effettivamente traendo beneficio. Ma l’incremento dei prezzi dei chip promette di riversarsi sull’intera economia: Apple ha alzato i prezzi del 20%, Microsoft ha fatto lo stesso con la Xbox. Si tratta di un dettaglio che pesa, perché i semiconduttori sono ormai ovunque, e ogni rincaro nella filiera della memoria rischia di propagarsi lungo l’intera catena produttiva.
Formazione14
Nell'ambito dei prodotti d'investimento, i prodotti a capitale protetto rappresentano l'opzione d'investimento a più basso rischio. Questi prodotti sono caratterizzati da un rimborso minimo a scadenza e dalla partecipazione alla performance positiva dell'attività sottostante. I certificati a capitale garantito sono particolarmente interessanti per gli investitori avversi al rischio che desiderano evitare le perdite di prezzo, pur partecipando a una performance positiva.
I certificati bonus sono adatti agli investitori che si aspettano che i prezzi si muovano lateralmente, scendano leggermente o salgano leggermente per un certo periodo di tempo. Un certificato bonus si riferisce generalmente a un'attività sottostante, di solito un'azione o un indice, e può essere superiore a un investimento diretto in determinati scenari. Se il prezzo di un'attività sottostante si muove all'interno di un intervallo di prezzo predeterminato nel corso della durata, il titolare del certificato bonus riceve il prezzo di esercizio (livello bonus). L'estremità superiore dell'intervallo di prezzo è limitata dal prezzo di esercizio. Questo determina anche l'importo del rimborso, tenendo conto del rapporto di sottoscrizione specificato nei termini e condizioni del prodotto. La barriera si trova all'estremità inferiore dell'intervallo. Se il prezzo scende al di sotto di questa barriera durante la durata, il diritto al prezzo d'esercizio decade e l'investitore riceve la consegna di quote del sottostante o un regolamento in contanti alla scadenza.
I prodotti strutturati possono essere utilizzati in vari modi. Non solo per speculare, ma anche per ottimizzare i rendimenti o coprire il portafoglio. Si può scommettere su prezzi in rialzo, in ribasso o laterali. I prodotti strutturati offrono quindi possibili soluzioni per tutte le situazioni di mercato e possono essere adattati alle aspettative di mercato degli investitori. Questi fatti sono tra i maggiori vantaggi offerti dai prodotti strutturati, che possono quindi rappresentare un'interessante alternativa agli investimenti diretti.
Le Credit Linked Notes consentono di negoziare i rischi di inadempienza creditizia e sono spesso definite obbligazioni sintetiche. Possono essere emesse in una valuta, in un taglio e in una durata diversi rispetto all'obbligazione di riferimento sottostante e sono quindi spesso accessibili a un gruppo di investitori più ampio rispetto alle obbligazioni societarie convenzionali. I CLN possono anche essere emessi su singole società o su panieri. Le CLN hanno spesso un rendimento superiore al rendimento a scadenza (YTM) dell'obbligazione di riferimento sottostante.
I certificati Tracker consentono agli investitori di effettuare investimenti diversificati in temi, strategie, regioni o paesi anche con importi ridotti. I certificati tracker riflettono l'andamento del prezzo dell'attività sottostante senza leva, senza cap e senza protezione del capitale. Gli investitori partecipano quasi 1:1 all'aumento e alla diminuzione dei prezzi dell'attività sottostante. In particolare, il sottostante può essere costituito da indici o panieri di azioni. In questo modo, è possibile investire in un intero mercato o paniere azionario con una sola transazione, senza dover acquistare tutti i singoli titoli. I certificati Tracker possono quindi essere utilizzati per effettuare investimenti mirati e tematici.