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Space economy: SpaceX scalda i motori della Borsa, gli investitori iniziano a muoversi

Vontobel Markets
13 apr 2026 | 4 Minuti di lettura
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Copertina weekly note con caffè

Le prospettive dei mercati, delle Banche centrali e so prattutto dell’economia internazionale ruotano tutte in torno alle sorti dello Stretto di Hormuz e all’evoluzione della crisi in Medio Oriente. La scorsa settimana il mer cato ha infatti premiato il newsflow costruttivo giunto da USA e Iran: le due settimane di tregua sono state apprezzate in modo convinto dagli operatori. Operatori che tuttavia continuano a guardare con molta attenzio ne a cosa accade nell’area, con il bombardamento di Israele in Libano che ha subito scatenato un riposizio namento, seppur momentaneo, sul risk off.

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Prezzi dei principali titoli, indici e commodities

Mentre il Giappone ha fatto registrare la miglior settimana dal 2024 e gli indici USA hanno rimangiato tutte le perdite maturate dall’inizio della guerra in Iran, il nodo centra le permane lo Stretto di Hormuz. Solo la sua completa riapertura permetterà di scongiurare una politica mone taria più restrittiva e il rischio di una recessione globale. Uno scenario più accomodante che è iniziato a essere prezzato dal mercato: la scorsa ottava il dollaro ha per so molto del terreno guadagnato nelle ultime settima ne con lo scoppio della guerra, l’oro ha dato seguito al recupero intrapreso dai minimi del 23 marzo e i titoli di Stato americani ed europei hanno segnato una discesa dei rendimenti su tutta la lunghezza della curva.

Appuntamenti Macro

Lunedì 13/04 La settimana inizia con i dati cinesi su offerta di moneta M2 e nuovi prestiti. Dagli USA è in arrivo l’indice sulle vendite di case esistenti. Oggi inizia il meeting di primavera del Fondo Monetario Internazionale.
Martedì 14/04 Dalla Cina è in arrivo l’aggiornamento sull’andamento della bilancia commerciale mentre l’agenda statunitense prevede la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione. In calendario un intervento di Christine Lagarde nell’ambito del meeting del FMI.
Mercoledì 15/04 Focus sulla produzione industriale di Eurolandia ed sui dati statunitensi relativi al manifatturiero di New York, ai prezzi delle importazioni ed al sentiment dei costruttori edili. La Fed diffonde il suo Beige Book.
Giovedì 16/04 Attenzione ai numeri cinesi su produzione industriale, vendite al dettaglio e crescita economica. PIL e output del secondario sotto i riflettori anche in Gran Bretagna mentre Eurostat pubblica i dati definitivi sull’inflazione del mese di marzo. Fronte statunitense, attenzione ai numeri sull’andamento del manifatturiero nell’area di Philadelphia, alle nuove richieste di sussidio di disoccupazione ed alla produzione industriale.
Venerdì 17/04 Istat ed Eurostat pubblicano le statistiche sull’andamento delle bilance commerciali di Italia e Zona Euro.

Lo stretto che stringe

Tutti guardano allo Stretto di Hormuz, il corridoio lar go appena 39 chilometri tramite il quale passa il 20% dell’offerta petrolifera globale. Quando quel corridoio si è chiuso, i mercati hanno tremato. Quando si è schiusa una tregua, hanno respirato. Ma lo Stretto non è anco ra aperto, la pace non è ancora firmata ed il cessate il fuoco raggiunto il 7 aprile è particolarmente fragile. Il nesso tra geopolitica e inflazione è diretto: il balzo del greggio innescato dal conflitto, sta spingendo al rial zo i prezzi al consumo (a marzo il CPI statunitense è passato dal 2,4 al 3,3 per cento). È questo il dato che può spostare l’ago della Fed, non tanto nei prossimi meeting, quanto nella narrativa che accompagnerà le decisioni dei mesi a venire. C’è poi una variabile politi ca che i mercati tendono a sottovalutare: le elezioni di Midterm. Un’inflazione che morde sulla benzina e sulla spesa quotidiana è il peggior nemico elettorale per un presidente in carica. Non è peregrino pensare che la fretta di Trump nel cercare un’exit strategy sia pesante mente influenzata dalla necessità di uscire dal pantano iraniano. Se i negoziati delle prossime due settimane produrranno un accordo credibile sulla riapertura di Hormuz - anche solo con qualche forma di pedaggio iraniano per il transito, come si ipotizza - il petrolio po trà scendere sotto i 100 dollari al barile in modo stabi le, alleggerendo la pressione sui prezzi e restituendo alla Fed il margine di manovra che le serve. Se invece la tregua dovesse nuovamente incrinarsi, lo Stretto ri marrà chiuso e continuerà a stringere.

La convergenza dei pianeti

Sale l’adrenalina per l’IPO di SpaceX, con la creatura di Elon Musk che sta scaldando i motori per sbarcare a Wall Street. Un evento molto atteso dagli investitori, tanto sul fronte istituzionale che retail. Musk starebbe proprio pensando di riservare fino al 30% delle azioni oggetto di offerta agli investitori retail, un’eccezione se si considera che normalmente a questa catego ria di investitori è riservato in fase di collocamento un 5-10% dell’offerta. Ed eccezionale sarà anche lo sbarco a Wall Street per quella che è destinata a essere un’IPO da record: la società nell’offerta di giugno punta a raccogliere 75 miliardi di dollari con una valorizzazione dell’intera azienda pari a 1.750 miliardi di dollari. Oltre al magnetismo di Elon Musk, il fortissimo interesse del mercato verso SpaceX di mostra come la space economy non è più una fron tiera per pochi visionari ma un pilastro strategico del PIL globale. Questa transizione da nicchia esplorati va a infrastruttura critica globale si sta traducendo in una crescita superiore alla media degli investimenti. La spesa privata nel 2025 ha toccato la cifra record di 55,3 miliardi di dollari ma sono soprattutto le sti me prospettiche a contribuire a catalizzare l’interes se. Le principali istituzioni delineano un’espansione accelerata, con il mercato globale che secondo le previsioni della U.S. Chamber of Commerce potreb be raggiungere gli 1,8 trilioni di dollari entro il 2035. E se nel periodo 2005-2017 il CAGR del settore è cresciuto al 6,7% annuo, quasi il doppio dell’econo mia globale, per il prossimo decennio la spinta dei satelliti LEO (Low Earth Orbit) e della difesa suggeri sce tassi di crescita ancora più sostenuti. E per molti proprio la quotazione di SpaceX viene vista come il possibile “momento Netscape” per il settore spazia le, capace di sbloccare una liquidità massiccia e at tirare nuovi fondi istituzionali verso l’intero comparto.

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