Ispirazione15
La scorsa è stata una settimana nervosa e volatile sui mercati finanziari. A catalizzare l’attenzione sono stati due macro-temi: la riunione della Fed e le trimestrali delle grandi aziende tecnologiche americane. Il FOMC ha votato a maggioranza, 9 voti a 3, per confermare i tassi nel range 3,5-3,75%. La decisione era scontata dal mercato, che ha puntato il dito sui 3 voti contrari, segnale di un inedito dissenso tra i banchieri centrali USA e soprattutto di una Fed più “falco” nei mesi a venire. Inevitabilmente la curva dei rendimenti obbligazionari si è irripidita.
C’è uno Stretto che l’economia globale non può permettersi di vedere bloccato: quello di Hormuz, dove ogni giorno transita il petrolio che alimenta il pianeta e dove le tensioni tra Washington e Teheran continuano a far tremare i mercati. Ma esiste un secondo Stretto, meno geografico e più tecnologico: quello dei chip di memoria, indispensabili per l’intelligenza artificiale e altrettanto scarsi. SK Hynix ha debuttato al Nasdaq raccogliendo 26,5 miliardi di dollari, la più grande emissione azionaria mai realizzata negli Stati Uniti da una società estera.
La scorsa settimana l'attenzione degli investitori si è divisa tra appuntamenti con le Banche centrali, dati macro chiave e gli sviluppi in Medio Oriente. Intanto, si sono notati gli effetti della guerra tra USA e Iran sull'inflazione. A confermarlo sono stati gli ultimi dati sui prezzi al consumo degli Stati Uniti, con il CPI che a maggio ha accelerato dal 3,8% al 4,2% a/a. I dati sono arrivati in un momento delicato per la Federal Reserve, che questa settimana si riunirà per pronunciarsi sui tassi di interesse, nella prima riunione di Kevin Warsh come presidente.
Agosto si chiude con Wall Street nuovamente sui binari dell’intelligenza artificiale, ma con i tassi pronti a tornare al centro della scena. A riaccendere il comparto tech è stata NVIDIA: conti record e guidance sopra le attese hanno rilanciato semiconduttori e Nasdaq, allontanando per ora i dubbi sugli investimenti degli hyperscaler. Sul fronte macro, però, l’Europa manda segnali meno rassicuranti. Ad agosto l’inflazione armonizzata è salita al 4,5% in Spagna e al 2,7% in Francia, con l’energia tornata a spingere i prezzi. Numeri che rafforzano l’ipotesi di una BCE più falco e rendono concreta una nuova stretta a settembre.
È stata una settimana all'insegna dei record per le Borse internazionali, con gli indici che a ogni latitudine hanno aggiornato i massimi storici. E se per Wall Street non è una novità, in Italia da segnalare l'approdo ai 50mila punti del FTSE Mib. Era dal 2000, quando il paniere di riferimento di Piazza Affari era ancora composto da 30 sottostanti, che il basket non toccava tali valori. A trainare l'ottimismo degli investitori il flusso di notizie proveniente dal Medio Oriente. Un cessate il fuoco duraturo appare nell'aria, con un accordo di principio che sarebbe stato raggiunto tra USA e Iran.