Ispirazione488
Negli ultimi anni gli ETF si sono affermati come uno degli strumenti più utilizzati dagli investitori per accedere in modo semplice e diversificato a settori, temi di investimento e aree geografiche. Parallelamente, i certificati di investimento hanno conquistato un ruolo sempre più rilevante grazie alla possibilità di costruire profili di rendimento che rispondono a specifiche esigenze di mercato. Oggi questi due universi si incontrano. Con la nuova emissione di Memory Cash Collect, i sottostanti non sono infatti costituiti da titoli o indici azionari, bensì da panieri di ETF selezionati per rappresentare specifici trend e segmenti di mercato.
La gamma Vontobel di certificati di investimento si amplia con una nuova emissione di 6 Maxi Cash Collect, che combina Maxi Cedola iniziale, premi periodici con Effetto Memoria e una Barriera fissata al 60% dei rispettivi valori iniziali. Una delle caratteristiche principali della nuova emissione è la possibilità di esporsi a tematiche d'investimento sostanzialmente analoghe attraverso due differenti periodicità cedolari. I sei certificati si dividono infatti in due gruppi: tre prodotti prevedono osservazioni trimestrali, mentre gli altri tre prevedono osservazioni bimestrali. In entrambi i casi, la selezione dei sottostanti ruota attorno agli stessi tre temi: un paniere dedicato alle principali banche europee e due panieri composti da grandi società italiane, appartenenti a settori differenti. Partendo da una base di temi comparabili, l'investitore può quindi scegliere la periodicità più adatta alle proprie esigenze e il paniere più in linea col proprio profilo rischio rendimento.
Trainati dal boom dell’AI, gli investimenti delle imprese continuano a sostenere il PIL statunitense, anche se le Magnifiche Sette iniziano a soffrire in Borsa più di chi, dai loro investimenti, sta effettivamente traendo beneficio. Ma l’incremento dei prezzi dei chip promette di riversarsi sull’intera economia: Apple ha alzato i prezzi del 20%, Microsoft ha fatto lo stesso con la Xbox. Si tratta di un dettaglio che pesa, perché i semiconduttori sono ormai ovunque, e ogni rincaro nella filiera della memoria rischia di propagarsi lungo l’intera catena produttiva.
Agosto si chiude con Wall Street nuovamente sui binari dell’intelligenza artificiale, ma con i tassi pronti a tornare al centro della scena. A riaccendere il comparto tech è stata NVIDIA: conti record e guidance sopra le attese hanno rilanciato semiconduttori e Nasdaq, allontanando per ora i dubbi sugli investimenti degli hyperscaler. Sul fronte macro, però, l’Europa manda segnali meno rassicuranti. Ad agosto l’inflazione armonizzata è salita al 4,5% in Spagna e al 2,7% in Francia, con l’energia tornata a spingere i prezzi. Numeri che rafforzano l’ipotesi di una BCE più falco e rendono concreta una nuova stretta a settembre.
L’intelligenza artificiale di Meta sta passando dalle promesse alla prova del mercato. L’8 settembre 2026 la società ha lanciato negli Stati Uniti Muse, un assistente personale capace di svolgere attività per conto degli utenti: dalla prenotazione di un viaggio all’invio di un’email, fino agli acquisti online. La rapida ascesa dell’app nelle classifiche dell’App Store ha riacceso l’interesse degli investitori per il titolo Meta e, allo stesso tempo, i timori che gli agenti AI possano sottrarre traffico e clienti a società attive nei viaggi, nei servizi finanziari e nel commercio digitale. La domanda, per chi guarda al titolo, è se Muse possa trasformare l’enorme distribuzione di Meta in ricavi capaci di giustificare i suoi crescenti investimenti nell’AI.
Formazione12

I Tracker Certificate permettono agli investitori di replicare in modo diretto e trasparente l’andamento di un indice, di un settore o di un singolo tema d’investimento. Si tratta di strumenti semplici e flessibili, ideali per chi vuole esporsi a specifici trend di mercato senza dover acquistare direttamente tutti i singoli titoli sottostanti. In questo video vedremo insieme come funzionano i Tracker Certificate, quali vantaggi offrono in termini di diversificazione e trasparenza, e quali aspetti è importante considerare prima di investirvi.
I Certificati sono derivati cartolarizzati che basano il loro valore sulla performance di una o più attività finanziarie sottostanti. In quanto strumenti derivati, i Certificati rientrano sotto la regolamentazione dell'articolo 67 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR), che si occupa della gestione dei redditi diversi. Di conseguenza, tutte le plusvalenze generate attraverso i Certificati rientrano nella categoria di “redditi diversi” e sono soggette a un'imposta sostitutiva del 26% sui capital gain (analogamente al rendimento di altri strumenti finanziari, tra cui le azioni). Questo vale sia per le plusvalenze provenienti dalla differenza tra il valore di vendita (o rimborso) del certificato e il prezzo di acquisto, che per le cedole eventualmente staccate dal prodotto durante la sua vita.
I prodotti strutturati sono strumenti versatili. Non solo per la speculazione, ma soprattutto per migliorare i rendimenti o coprire un portafoglio. Gli investitori possono posizionarsi per movimenti al rialzo, al ribasso o anche laterali. Pertanto, i prodotti strutturati offrono soluzioni per molti ambienti di mercato e possono essere adattati alle aspettative del mercato degli investitori. La capacità di adattare gli investimenti alle aspettative degli investitori è uno dei vantaggi più importanti dei prodotti strutturati. Di conseguenza, i prodotti strutturati offrono un'interessante alternativa per investire direttamente nell'attività sottostante.
I Bonus Cap Certificate offrono l’accesso a numerosi sottostanti, con potenziali rendimenti superiori agli stessi in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti. Permettono l’investimento alternativo rispetto all’investimento diretto nell’attività finanziaria sottostante e un potenziale rendimento superiore al sottostante in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti.
I Bonus Certificate offrono l’accesso a numerosi sottostanti, con potenziali rendimenti superiori agli stessi in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti. Permettono l’investimento alternativo rispetto all’investimento diretto nell’attività finanziaria sottostante e un potenziale rendimento superiore al sottostante in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti