Ispirazione350
Per la quarta settimana consecutiva, l'attenzione degli investitori è stata rivolta prevalentemente alle tensioni tra USA e Iran. Ancora una volta, le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sono confermate il vero market mover per Borse e materie prime, in particolare per i prezzi del greggio.
Nonostante le sfide economiche e i rischi geopolitici in corso, la zona euro ha registrato una solida crescita nel 2025, superando le previsioni della Commissione europea. Diversi fattori, come il calo dei prezzi dell'energia, un mercato del lavoro solido, una situazione più stabile in Francia e uno stimolo fiscale tedesco, potrebbero continuare a favorire l'economia nel 2026 e oltre. Mostriamo agli investitori diverse opportunità di investimento che potrebbero consentire loro di partecipare agli sviluppi in Europa.
Il prezzo dell'oro è sceso del 15% rispetto al suo massimo storico di gennaio. Allo stesso tempo, le banche centrali mondiali hanno acquistato 244 tonnellate d'oro nel primo trimestre del 2026 (World Gold Council, 07.05.2026). Il calo dei prezzi e l'accumulo di riserve vanno in direzioni diverse. Per capire dove si sta dirigendo il mercato, dobbiamo guardare al comportamento delle banche centrali in una prospettiva più lunga.
L'anno 2026 è caratterizzato dall'incertezza: la guerra in corso in Medio Oriente fa salire i prezzi dell'energia e pone le banche centrali di fronte a decisioni difficili. Allo stesso tempo, il Giappone sta vivendo un rinnovamento economico e politico sotto la guida del Primo Ministro Sanae Takaichi, che vuole condurre il Paese fuori dalla stagnazione con la sua ambiziosa strategia "Sanaenomics". Ma quale impatto avranno questi sviluppi globali sui mercati? Quali rischi nasconde la situazione geopolitica e quali sono le opportunità?
Dopo settimane di escalation retorica tra Stati Uniti e Iran, secondo i media potrebbe essere imminente un accordo di pace preliminare, che si aggiunge ai segnali di miglioramento. Il traffico di navi cisterna ha ripreso lentamente a crescere, ma rimane ben al di sotto dei livelli prebellici.
Formazione9
I Certificati sono derivati cartolarizzati che basano il loro valore sulla performance di una o più attività finanziarie sottostanti. In quanto strumenti derivati, i Certificati rientrano sotto la regolamentazione dell'articolo 67 del Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR), che si occupa della gestione dei redditi diversi. Di conseguenza, tutte le plusvalenze generate attraverso i Certificati rientrano nella categoria di “redditi diversi” e sono soggette a un'imposta sostitutiva del 26% sui capital gain (analogamente al rendimento di altri strumenti finanziari, tra cui le azioni). Questo vale sia per le plusvalenze provenienti dalla differenza tra il valore di vendita (o rimborso) del certificato e il prezzo di acquisto, che per le cedole eventualmente staccate dal prodotto durante la sua vita.
I Bonus Cap Certificate offrono l’accesso a numerosi sottostanti, con potenziali rendimenti superiori agli stessi in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti. Permettono l’investimento alternativo rispetto all’investimento diretto nell’attività finanziaria sottostante e un potenziale rendimento superiore al sottostante in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti.
I Bonus Certificate offrono l’accesso a numerosi sottostanti, con potenziali rendimenti superiori agli stessi in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti. Permettono l’investimento alternativo rispetto all’investimento diretto nell’attività finanziaria sottostante e un potenziale rendimento superiore al sottostante in caso di mercati laterali, leggermente rialzisti o leggermente ribassisti
I Certificati a Leva Fissa offrono la possibilità di sfruttare i trend di mercato, sia al rialzo (Long) sia al ribasso (Short), moltiplicando la performance giornaliera di una determinata attività finanziaria sottostante (tra le diverse asset class troviamo azione, indici, metalli preziosi, tassi di interesse, materie prime e valute) per la leva (da 2 a 7 volte).
I certificati Tracker consentono agli investitori di investire in temi, strategie, regioni o paesi, facilitando la diversificazione anche con piccole somme di denaro. I certificati Tracker replicano la performance dell'attività sottostante senza effetto leva, limite massimo ai rendimenti o protezione del capitale. Gli investitori partecipano, in linea di principio, in modo 1:1 ai prezzi in aumento e in diminuzione dell'attività sottostante.