I tre cigni grigi del mercato
Dall’euforia alla cautela, nel giro di poche ore. I mercati hanno vissuto una settimana a due velocità: prima gli acquisti alimentati dalle brillanti trimestrali di SpaceX e Super Micro Computer, poi le vendite da giovedì. A volare sul sentiment degli operatori tre cini grigi: materie prime, rendimenti obbligazionari e geopolitica.
Appuntamenti Macro
| Lunedì 26/10 | In avvio di settimana attenzione alle indicazioni in arrivo dalla Germania, dove è prevista la pubblicazione dell’indice IFO. |
| Martedì 27/10 | La Bank of Japan diffonde il dato sull’andamento dell’inflazione mentre la BCE gli aggiornamenti sulla massa monetaria M3 e sui prestiti ai privati. Nel pomeriggio focus sugli indici USA che misurano l’andamento dei beni durevoli ed i prezzi delle abitazioni. Alle 15 sarà la volta delle vendite di nuove case e del sentiment dei consumatori misurato dal Conference Board. |
| Mercoledì 28/10 | Oggi si riuniscono i board della Bank of Canada (alle 14:45) e della Federal Reserve (19). Alle 19:30 appuntamento con la conferenza stampa del chairman Kevin Warsh. |
| Giovedì 29/10 | Alle 10 l’Istat diffonde l’aggiornamento sull’andamento del tasso di disoccupazione mentre dopo il giro di boa dagli USA arriveranno le nuove richieste di sussidio, i redditi e le spese e l’indice dei prezzi PCE. Alle 14:15 la BCE pubblica la sua decisione sui tassi e mezz’ora più tardi focus sulla conferenza stampa di Christine Lagarde. |
| Venerdì 30/10 | Oggi è il turno della Banca centrale giapponese. In Europa attenzione ai numeri sulla crescita economica e sull’andamento del mercato del lavoro mentre l’agenda USA prevede la pubblicazione del Chicago PMI. |
Banche centrali, tregua armata
Una tregua armata sui tassi: è il filo che unisce Fed, Banca Centrale Europea e Bank of Japan, attese al verdetto tra il 28 e il 30 ottobre. Dopo le strette di
settembre, lo scenario prevalente è una pausa per tutte e tre. Ma l’inflazione impedisce di abbassare la guardia: fermarsi non significa aver concluso i rialzi. Mercoledì tocca alla Federal Reserve. Il mercato sconta tassi fermi al 3,75-4%, previsione condivisa da 94 economisti su 100. Le pressioni sui prezzi mantengono aperta la strada a una nuova stretta a dicembre. Il punto sarà capire quali dati potrebbero convincere la Banca centrale a intervenire ancora. Giovedì la BCE dovrebbe confermare il tasso sui depositi al 2,50%. Francoforte deve bilanciare la
spinta inflazionistica del conflitto in Medio Oriente con una crescita che perde slancio. Le tensioni sul debito francese complicano il quadro: aumentare il
costo del denaro rischia di aggravare le condizioni finanziarie. Anche qui, però, le attese indicano un rialzo a dicembre. Venerdì chiuderà la BoJ, orientata a mantenere il tasso all’1,25%. L’inflazione di fondo vicina al 2% e uno yen debole sostengono ulteriori aumenti, senza imporre un’accelerazione immediata. Le nuove previsioni sui prezzi aiuteranno a valutare l’ipotesi di un passaggio all’1,50% a dicembre. Per obbligazioni, azioni e valute conteranno soprattutto i segnali sul dopo: la tregua armata potrebbe durare soltanto fino alla prossima riunione.
SpaceX vola verso Marte
Elon Musk guarda a Marte, SpaceX mette a Terra numeri straordinari. I risultati del terzo trimestre 2026 rilasciati la scorsa settimana raccontano la capacità dell’azienda di trasformare ambizioni spaziali e investimenti in un business dalle dimensioni sorprendenti. Il fatturato è balzato del 161% a 14,6 miliardi di dollari, mentre l’utile netto ha raggiunto i 4,4 miliardi da una perdita di 1,1 miliardi registrata un anno prima. A spingere i conti è soprattutto l’AI: la divisione Super Intelligence ha generato 7,6 miliardi di ricavi, quasi dieci volte quelli dell’anno precedente. La vera macchina dei profitti resta Starlink, con 5,2 miliardi di fatturato (+69%) e 2,4 miliardi di utile operativo. La costellazione satellitare conta ormai 13,6 milioni di abbonati consumer e punta a ridisegnare il mercato mondiale delle Tlc. Dalla connessione Internet domestica ai servizi per aerei, navi e smartphone, Starlink potrebbe trasformarsi in un con corrente diretto degli operatori tradizionali, conquistan do una quota crescente della spesa globale per la connettività. Una prospettiva che si inserisce nel trend della space economy: secondo McKinsey e World Economic Forum, il settore potrebbe raggiungere 1.800 miliardi entro il 2035, quasi tre volte i 630 del 2023. E Musk immagina già un’altra rivoluzione societaria. Il fondatore ha definito una buona idea la possibile fusione tra SpaceX e Tesla, confermando le valutazioni di comitati indipendenti. Barclays considera l’operazione strategi camente plausibile e ipotizza SpaceX come acquirente, mentre a Wall Street si discutono le sinergie nell’intelligenza artificiale, robotica e produzione di semiconduttori. Restano ostacoli regolamentari, conflitti d’interesse e investimenti colossali: SpaceX ha speso quasi 20 miliardi nel trimestre. La sfida è finanziare il futuro senza compromettere la redditività del presente. Per Musk, Marte resta la destinazione finale. Ma il viaggio di SpaceX potrebbe creare valore soprattutto sulla Terra.