Datemi due leve e vi solleverò l’oro
La scorsa ottava ha visto come protagonista l’oro, tornato sopra la soglia dei 4.600 dollari l’oncia per la prima volta da metà maggio. A sostenere le quotazioni del metallo prezioso sono state due leve congiunte e correlate. Molto passa dal superamento della soglia psicologica dei 40mila miliardi di dollari di debito USA, con il Tesoro americano che ha raddoppiato i riacquisti di Treasury a lungo termine per calmierare i rendimenti. Mossa che effettivamente ha spinto al ribasso i tassi obbligazionari ma ha altresì indebolito tanto il dollaro USA quanto la fiducia del mercato verso la sostenibilità del debito a stelle e strisce.
A completare il quadro di fattori a favore del gold le prospettive di politica monetaria americana. Gli ultimi verbali della FED hanno confermato un approccio prudente, tuttavia la parziale frenata dell’inflazione core americana apre uno spiraglio a una sforbiciata al costo del denaro a settembre. La geopolitica, con le sue ricadute sul prezzo del petrolio, saranno da qui alle prossime settimane il più importante dei fattori capaci di incidere sulle decisioni dei banchieri centrali. E se a Wall Street è proseguita la rotazione settoriale, in Italia a catalizzare l’interesse degli operatori ha continuato a essere il risiko bancario. La partita su MPS è entrata nel vivo, con la sfida tra i vertici della banca senese e Intesa Sanpaolo che si annuncia lunga e piena di insidie. Intanto sul mercato internazionale l’oro è tornato a rialzare la testa.
Appuntamenti Macro
| Lunedì 24/08 | La settimana si apre con le tradizionali aste di Treasury Bill a 13 e 26 settimane negli USA. Sul fronte macroeconomico, l'agenda prevede il rilascio dei dati preliminari statunitensi sugli ordini di beni durevoli, un indicatore chiave per monitorare lo stato di salute del settore manifatturiero. |
| Martedì 25/08 | Il Tesoro americano torna protagonista sul comparto obbligazionario con il collocamento di Treasury Bill a 42 giorni. Massima attenzione anche all'indice sulla fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board statunitense. |
| Mercoledì 26/08 | Giornata densa sul fronte macro con la seconda stima del PIL del secondo trimestre negli Stati Uniti, accompagnata dai dati preliminari su reddito e spesa personale. Lato bond, spazio alle aste di Treasury Note a breve e medio termine. |
| Giovedì 27/08 | Prende il via l'atteso Simposio economico di Jackson Hole, dove si confrontano i principali banchieri centrali. Focus sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione negli USA e sull'inflazione nell'area di Tokyo. |
| Venerdì 28/08 | Riflettori puntati sull'indice PCE core statunitense, la misura dell'inflazione preferita dalla Federal Reserve per guidare i tassi d'interesse. Il Canada rilascia i dati sulla crescita del PIL trimestrale. |
| Domenica 30/08 | Nel fine settimana la Cina catalizza l'attenzione diffondendo i dati ufficiali PMI. |
Jackson Hole e i nodi debito
Tra gli appuntamenti della settimana, il simposio di Jackson Hole 2026 occupa un ruolo primario. In un clima complesso e ricco di sfide sulle ricadute dell’IA, il meeting approfondirà la view del neo Governatore della FED Kevin Warsh. La politica monetaria è la bussola per i mercati, ma con la nuova gestione qualcosa potrebbe cambiare. Un segnale è emerso la scorsa ottava, quando la Fed e Tesoro sono intervenuti a sostegno del debito USA, spintosi oltre la soglia dei 40mila miliardi di dollari. La pressione sui bond ha spinto ad aumentare gli acquisti per controllare i tassi sul mercato secondario. Mosse che si scontrano con pesanti deficit, alimentati da spese militari e sgravi fiscali che minacciano la sostenibilità dei conti americani. Sebbene il focus del simposio sia l'innovazione finanziaria, l'agenda dei banchieri sarà dominata da sfide interconnesse. In primis l'inflazione: pur se in frenata, restano rischi di rimbalzo legati a tensioni globali che congelano la logistica e surriscaldano le materie prime. C'è poi il nodo della crescita: i regolatori devono calibrare i tassi per non soffocare la ripresa, pur stabilizzando mercati obbligazionari dai rendimenti a lungo termine elevati. In questo scenario si inserisce la partita tecnologica. Gli investimenti richiesti dall'IA promettono produttività nel lungo periodo, ma nel breve aumentano la pressione su capitali e debito complessivo. Il simposio sarà un banco di prova per capire se prevarrà il rigore o se la stabilità fiscale imporrà traiettorie monetarie inedite per evitare crisi.
Economia fisica, nuovo step dell’AI
Gli ultimi quattro anni hanno visto i produttori di chip e memorie vincere a mani basse la sfida delle performance in Borsa, premiando i costruttori dei “cervelli” digitali della rivoluzione legata all’AI. Negli ultimi mesi tuttavia qualcosa sembra essere cambiato nell’approccio degli investitori. Complici le valutazioni elevate e qualche dubbio sulla redditività degli ingenti investimenti annunciati dagli hyperscaler, l’attenzione si sta spostando verso le aziende capaci di tradurre concretamente l’intelligenza artificiale nell’economia fisica. Se nel lungo periodo tutti i settori verranno interessati da questa rivoluzione, al momento il focus è rivolto in primis a comparti come energia, robotica, mobilità e infrastrutture industriali. A favore della robotica vi sono forti fattori demografici e macroeconomici, come la carenza cronica di manodopera e l’invecchiamento della popolazione dei Paesi occidentali. L’interesse verso questo settore è rappresentato dal debutto in Borsa della cinese Unitree Robotics, cresciuta nel primo giorno di quotazione del 500% rispetto al prezzo di IPO. Una corsa sostenuta dalle prospettive del comparto: dai circa 88,27 miliardi di dollari di giro d’affari globale stimati nel 2026, grandi gruppi bancari come J.P. Morgan, Morgan Stanley e Bank of America prevedono che il turnover della robotica possa raggiungere entro il 2035-2036 i 2,5 trilioni di dollari. Se la proiezione fosse corretta, il tasso medio annuo di crescita supererebbe il 270%.Un altro settore in cui l'applicazione dell’AI risulta tangibile è quello delle vetture elettriche, con la guida autonoma che ormai è una realtà commerciale consolidata e non più sperimentale. I processori AI e la visione artificiale sviluppati per l'automotive trovano infatti immediata applicazione nei data center e nelle fabbriche intelligenti. La penetrazione nell’economia reale dell’AI è iniziata e con essa il riposizionamento degli investitori.