Ispirazione37
Il 2026 si apre per STMicroelectronics all’insegna della riscossa. Dopo un 2025 archiviato come "anno di transizione", i numeri presentati il 23 aprile segnano un punto di rottura con il recente passato: i ricavi superano le aspettative, la guidance per il prossimo trimestre è positiva e l'ombra del de-stocking sembra finalmente dissolversi.
Per la quarta settimana consecutiva, l'attenzione degli investitori è stata rivolta prevalentemente alle tensioni tra USA e Iran. Ancora una volta, le parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si sono confermate il vero market mover per Borse e materie prime, in particolare per i prezzi del greggio.
I Paesi asiatici emergenti stanno guidando il progresso tecnologico con un dinamismo impressionante. La Cina, in particolare, è diventata leader mondiale in tecnologie chiave come l'intelligenza artificiale, il 5G, la mobilità elettrica e le tecnologie sanitarie e sta effettuando investimenti mirati in innovazioni lungimiranti. I certificati Tracker del Vontobel Rising Economies Disruptors Index consentono agli investitori di partecipare a questo cambiamento tecnologico ed economico in una delle regioni più dinamiche del mondo.
Mentre le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si intensificano e il dollaro perde smalto, gli investitori globali sembrano tornare a ciò che conoscono meglio: i beni rifugio. Tra dazi, rischi politici e debito crescente, il 2025 si sta rivelando un anno di ritorno al “valore reale”. L’oro si conferma ancora una volta un pilastro di stabilità, ma è l’argento a sorprendere: meno liquido, più volatile eppure sempre più ricercato, grazie a un rally innescato anche da un forte short squeeze sui mercati londinesi. Con la prospettiva di nuovi tagli dei tassi e un clima globale incerto, i metalli preziosi sembrano destinati a rimanere al centro della scena, offrendo una combinazione rara di difesa e opportunità in un mondo che cerca sicurezza.
L’Europa è entrata in una fase cruciale della transizione energetica. L’elettrificazione dei consumi, la corsa alle rinnovabili, la crescita dei data center e l’AI stanno facendo esplodere la domanda di energia. Secondo stime recenti, entro il 2035 serviranno fino a 3.000 miliardi di euro di investimenti tra reti e generazione. Il problema è che molte infrastrutture hanno 40–50 anni e non sono pronte a reggere questa nuova complessità. Senza un rinnovamento massiccio, il rischio è di colli di bottiglia e blackout: da qui la spinta di Bruxelles e dei governi nazionali su fondi dedicati e interconnessioni paneuropee.