La Fed attende, la BCE avverte
L’ultima è stata una settimana a due velocità, con gli indici azionari che dopo aver raggiunto nuovi massimi – o essersi avvicinati a quelli di periodo – hanno ripiegato nella seconda metà dell’ottava. L’attenzione degli investitori è stata rivolta ai dazi, dopo la minaccia di nuove tariffe del 25% su auto, semiconduttori, prodotti farmaceutici e legname da parte del presidente USA Donald Trump.
A zavorrare le Borse è stato inoltre l’outlook di Walmart sulle vendite per l’anno fiscale 2026, annuncio che ha avuto un effetto domino su gli altri grandi rivenditori al dettaglio. Fronte Banche centrali, i verbali dell’ultima riunione della Fed hanno confermato l’atteggiamento prudente dei funzionari sui tassi di interesse. La Fed necessita di ulteriori progressi sull’inflazione prima di altri eventuali tagli. Se nel caso dell’istituto con sede a Washington si tratta di un approccio già prezzato, in Europa hanno destato sorpresa le dichiarazioni da “falco” arrivate da Isabel Schnabel. Nel corso di un’intervista, il membro del Consiglio esecutivo della BCE ha rilevato che l’attuale contesto di grande incertezza non fa emergere ragioni per giustificare tagli precauzionali dei tassi. “Ci stiamo avvicinando al punto in cui non saremo più restrittivi, a quel punto in cui potremmo dover sospendere o fermare i nostri tagli dei tassi”.
Appuntamenti Macro
Data | Appuntamenti in calendario |
Lunedì 24/02 |
L’ottava inizia con l’indice tedesco IFO e con il dato finale sull’andamento dell’inflazione di Eurolandia. La Commissione UE diffonde le nuove stime e la BundesBank il suo report mensile. |
Martedì 25/02 |
In agenda i numeri statunitensi sui prezzi delle abitazioni, sul sentiment dei consumatori e sull’andamento del settore manifatturiero nell’area di Richmond. |
Mercoledì 26/02 |
In calendario il superindice cinese e l’aggiornamento statunitense sulle vendite di abitazioni nuove. |
Giovedì 27/02 | La BCE diffonde i numeri su massa monetaria M3 e prestiti ai privati ed i verbali dell’ultimo meeting. Dagli USA sono in arrivi gli aggiornamenti su nuove richieste di sussidio, PIL (seconda lettura), ordini di beni durevoli e compromessi immobiliari. |
verdì 28/02 | Nella notte europea sono in arrivo i dati giapponesi su inflazione a Tokyo, produzione industriale e vendite al dettaglio. In Europa focus sui dati preliminari sull’andamento dell’inflazione in Germania, Francia e Italia mentre negli USA sarà la volta dei PCE, l’indice dei prezzi preferito dalla Fed. |
Sabato 01/03 |
In agenda i PMI cinesi sul settore manifatturiero e su quello dei servizi nel mese di febbraio. |
Prezzi europei in primo piano
Le dichiarazioni di Isabel Schnabel hanno riacceso il dibattito su cosa farà la Banca Centrale Europea in occasione del meeting del 6 marzo. Fino a qualche giorno fa una nuova riduzione dei benchmark di Eurolandia era scontata, ora che i “falchi” hanno rialzato la testa questa mossa non è più così certa. Anche nel caso di nuovo allentamento sui tassi, la decisione molto probabilmente sarà accompagnata da venature “hawkish” destinate ad influenzare le future mosse. Il timing dei nuovi aggiornamenti sull’andamento dell’inflazione è particolarmente felice: oggi l’appuntamento è con i dati definitivi sui prezzi al consumo di gennaio e venerdì arriveranno i numeri preliminari di febbraio di Germania, Francia e Italia. In tutti i casi gli indici sono stimati in risalita e questo potrebbe fornire nuova linfa a chi chiede di non procedere in via automatica con una politica di normalizzazione del costo del denaro. Ma di prezzi si parla anche sull’altra sponda dell’Atlantico, visto che, sempre venerdì sarà la volta del PCE, il dato che misura quanto costano i beni acquistati dai consumatori (e non, come l’indice classico, i prezzi di un paniere di beni). In questo caso però i numeri avranno un impatto decisamente più limitato visto che, per ora, l’ipotesi di una nuova riduzione dei tassi negli Stati Uniti raggiunge una risicata maggioranza relativa (45,7% vs il 43,4% di tassi stabili) solo in occasione del meeting di giugno
Alibaba: i 3 pilastri della riscossa
Risultati in ripresa, la spinta dell’AI e il ritorno sulla scena di Jack Ma. Senza contare un rinnovato interesse degli investitori internazionali verso il tech cinese. Non mancano i fattori positivi che stanno contribuendo alla crescita esponenziale delle azioni Alibaba. L’ultimo allungo della scorsa settimana ha permesso la rottura di livelli resistenziali che ne ostacolavano le voglie rialziste da molto tempo, a conferma di come il mercato abbia iniziato un repricing verso la società di e-commerce cinese. Il trigger iniziale di questa nuova verve borsistica è giunto qualche settimana fa con la scoperta del Mondo di DeepSeek. La start up cinese ha messo in discussione la leadership statunitense sul fronte dell’intelligenza artificiale. Soprattutto da un lato ha portato a vendite sulle Big Tech USA e favore di quelle cinesi. E Alibaba si è trovata al posto giusto al momento giusto, avendo investito negli ultimi anni in numerose start up del settore. Tra queste le molto promettenti Moonshot e Zhipu. Soprattutto ha investito direttamente nell’AI attraverso il suo modello Qwen, con il Qwen 2.5 Max che in vari test ha mostrato prestazioni migliori rispetto a Llama di Meta Platforms e al modello V3 di DeepSeek. Il mercato vive sempre di attese per il futuro. Alibaba può però contare anche sui risultati. I dati dell’ultimo trimestre hanno mostrato una crescita del giro d’affari dell’8%, con i 38,6 miliardi di dollari di ricavi che hanno battuto le attese degli analisti. I ricavi sono aumentati grazie alle forti vendite di fine anno e al successo della strategia di attrarre i consumatori attenti ai costi. Il mercato ha visto in questa crescita l’inizio della riscossa verso i fasti di un tempo, specie considerando le ricadute di lungo termine che dovrebbero avere nei prossimi mesi le misure di sostegno all’economia interna messe in campo da Governo e PBoC. E il ritorno sulla scena del fondatore Jack Ma, finito in un cono d’ombra dopo alcune dichiarazioni del 2020, potrebbe davvero rappresentare l’inizio di una nuova storia borsistica per il titolo.
I Certificati sulle azioni del Dragone
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