Banche centrali continuano ad alzare i tassi, l’inflazione persiste
Durante la scorsa settimana, il focus è rimasto sulle Banche centrali. In particolare, la Bank of England ha sorpreso i mercati alzando i tassi di 50 punti base, il doppio rispetto allo 0,25% atteso. Questa decisione è stata giustificata dal fatto che l’inflazione continua a rimanere persistente.
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Durante la scorsa settimana, il focus è rimasto sulle Banche centrali. In particolare, la Bank of England ha sorpreso i mercati alzando i tassi di 50 punti base, il doppio rispetto allo 0,25% atteso. Questa decisione è stata giustificata dal fatto che l’inflazione continua a rimanere persistente. In effetti, il dato di maggio rilasciato pochi giorni prima aveva portato gli investitori a non scartare una scelta del genere da parte dell’istituto guidato da Andrew Bailey, con l’indice dei prezzi al consumo all’8,7%, sopra il consensus all’8,4%. La BoE ha anche lasciato la porta aperta ad altri incrementi in futuro. Per quello che riguarda la BCE, i componenti del board che hanno parlato, hanno ribadito la necessità di proseguire con il percorso di rialzo dei tassi, con una pausa che attualmente sembra fuori discussione. Diversa la situazione per la Fed, dove alcuni esponenti come Bostic hanno espresso l’opinione che lo stop agli aumenti dovrebbe durare di più per poter valutare gli impatti delle scelte precedenti sull’economia. Tuttavia, nelle sue dichiarazioni al Congresso, Jerome Powell ha ribadito la necessità di alzare i tassi entro la fine del 2023 sottolineando che la strada per abbassare l’inflazione è ancora lunga.
APPUNTAMENTI MACRO
| Data |
Appuntamenti in calendario |
|
Lunedì 26/06 |
Saranno pubblicati gli indici IFO
tedeschi di giugno e l’attività manifatturiera
elaborata dalla Fed di Dallas (giugno). |
|
Martedì 27/06 |
Si conosceranno le misurazioni
sulla fiducia dei consumatori e manifatturiera
per l’Italia (giugno). Per gli USA verranno resi
noti i dati sugli ordini di beni durevoli (maggio)
e sulla fiducia dei consumatori elaborata dalla
Conference Board. |
| Mercoledì 28/06 |
Attenzione all’inflazione italiana di giugno (preliminare). |
| Giovedì 29/06 | Focus sull’inflazione tedesca di giugno (preliminare). Per gli USA verranno pubblicati i dati sulla terza lettura del PIL del 1° trimestre 2023 e sulle richieste di sussidi di disoccupazione. |
| Venerdì 30/06 | Verranno pubblicate
l’inflazione francese e dell’Eurozona di giugno
(preliminare), mentre per gli USA attenzione ai
consumi e i redditi personali (maggio), al PCE
core (maggio), al Chicago PMI (giugno) e alla
fiducia dei consumatori elaborata dall’Università
del Michigan (giugno, finale). |
Via al Forum di Sintra della BCE
Nel corso della prossima settimana, le attenzioni saranno rivolte principalmente ai dati economici. In particolare, il prossimo 30 giugno si conoscerà l’inflazione dell’Eurozona di giugno (preliminare). Secondo gli analisti censiti da Bloomberg, la rilevazione core (depurata dagli elementi più volatili) si potrebbe attestare al 5,5%, in aumento rispetto al precedente 5,3%. Un’altra misurazione da tenere sott’occhio sarà quella sul PCE core statunitense di maggio (30 giugno), con il consensus che lo vede stabile al 4,7%. Il prossimo 29 giugno verrà il turno della terza lettura sul PIL statunitense del 1° trimestre 2023, stimata in crescita dall’1,3% all’1,4%. Saranno numerosi gli interventi previsti anche da parte degli esponenti delle Banche centrali, in particolare sarà sotto i riflettori il Forum a Sintra della BCE, dove per il 28 giugno sono previsti gli interventi di Jerome Powell, Christine Lagarde, Andrew Bailey e Kazuo Ueda, rispettivamente i Governatori di Federal Reserve, BCE, Bank of England e BoJ. Per il resto sono attesi dei discorsi di Villeroy (26 giugno) per l’Eurotower e di Bostic per la Fed. Intanto, dopo gli ultimi dati e dichiarazioni, il CME FedWatch Tool continua a vedere una probabilità elevata di un nuovo rialzo da 25 punti base da parte della Fed a luglio (76,9%). Per la BCE, il mercato vede un nuovo incremento dello 0,25% con oltre l’80% di probabilità. Lo stesso vale per la Bank of England, che nella riunione del 3 agosto potrebbe portare i tassi al 5,25% con circa il 57% di probabilità stimate al momento.Settore turismo: le attese per i prossimi anni
Secondo i dati Statista nel 2023 il settore turistico continuerà a crescere, con ricavi a livello globale previsti a 854,78 miliardi di dollari. Quest’anno è importante per un altro motivo: potrebbe infatti essere il primo con un fatturato superiore ai livelli pre-Covid, che nel 2019 si attestavano a 776,45 miliardi di dollari. Questo viene evidenziato anche dal World Tourism Barometer dell’UNWTO che mostrano come nel primo trimestre del 2023 gli arrivi internazionali hanno raggiunto l’80% del pre-pandemia. Rispetto ai primi tre mesi del 2022, le stime indicano che ad aver viaggiato a livello internazionale sono stati più del doppio dei turisti (235 milioni). Per quest’anno l’associazione sottolinea che vi saranno alcune sfide, come l’inflazione elevata e l’aumento dei prezzi del petrolio, che potrebbe portare i viaggiatori a preferire il rapporto qualità-prezzo e mete più vicine a casa. Le previsioni al 2027 sono positive con ricavi visti arrivare a 1.015 miliardi di dollari nel 2027. Osserviamo ora le attese degli analisti censiti da Bloomberg su ricavi e utili per azione nel periodo 2023-2027 per tre società del comparto: Carnival, Tui e Lufthansa. Per la prima società, il fatturato dovrebbe passare da 20,936 miliardi di dollari a 25,78 miliardi, mentre gli EPS da -0,25 dollari a 2,51 dollari. Tui potrebbe vedere le sue vendite salire da 19,68 miliardi di euro a 22,352 miliardi, con utili per azione in miglioramento da 0,79 a 1,71 euro. Infine, Lufthansa potrebbe vedere un aumento dei ricavi da 36,702 miliardi di euro a 41,852 miliardi ed EPS da 1,28 a 1,70 euro. Guardando alle stime sulle azioni, i prezzi obiettivi a 12 mesi degli esperti si trovano a 13,47 dollari, 8,79 euro e 12,61 euro: il -15,2%, il +29,6% e il +35,6% rispetto alle quotazioni rilevate al momento della scrittura.
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