Weekly Note: USA: il mercato del lavoro rallenta a marzo
La scorsa settimana è stata caratterizzata da pochi eventi di rilievo. Un particolare focus è stato posto sul mercato del lavoro statunitense. A marzo, il mercato del lavoro USA ha iniziato a rallentare. I Non-Farm Payrolls si sono attestati a 236mila unità, oltre le attese degli analisti censiti da Bloomberg a 235mila unità e sotto le precedenti 326mila unità (rivisto da 311mila).
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La scorsa settimana è stata caratterizzata da pochi eventi di rilievo. Un particolare focus è stato posto sul mercato del lavoro statunitense. A marzo, il mercato del lavoro USA ha iniziato a rallentare. I Non-Farm Payrolls si sono attestati a 236mila unità, oltre le attese degli analisti censiti da Bloomberg a 235mila unità e sotto le precedenti 326mila unità (rivisto da 311mila). Il tasso di disoccupazione si è invece attestato al 3,5%, mentre il salario orario medio al 4,2%. Queste rilevazioni si sono confrontate con le attese al 3,6% e al 4,3%. Oltre a questo, gli investitori si sono concentrati anche sulla decisione a sorpresa dell’OPEC+, che ha deciso di tagliare la produzione di 1 milione di barili al giorno a partire da maggio. La scelta va ad unirsi a quella di ottobre 2022, che ha ridotto l’output di 2 milioni di barili al giorno. Sul fronte delle Banche centrali invece, è da segnalare la decisione della Reserve Bank of Australia di non aumentare i tassi, senza tuttavia escluderne altri in futuro. La scelta deriva dal fatto di osservare gli effetti sull’economia dei precedenti incrementi. In netta controtendenza la Reserve Bank of New Zealand, che ha alzato il costo del denaro di 50 punti base, il doppio rispetto al consensus..
APPUNTAMENTI MACRO
| Data |
Appuntamenti in calendario |
|
Martedì 11/04 |
Si conosceranno le vendite al dettaglio dell’Eurozona (febbraio). |
| Mercoledì 12/04 |
Focus sull’inflazione USA di marzo, mentre in serata saranno pubblicati i verbali dell’ultima riunione del FOMC. |
| Giovedì 13/04 | Attenzione all’indice dei prezzi al consumo tedesco di marzo (finale) e sulla produzione industriale di febbraio. Per gli USA saranno rese note le rilevazioni sull’indice dei prezzi alla produzione (marzo) e sulle richieste di sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana. |
| Venerdì 14/04 | Saranno pubblicate le rilevazioni sull’inflazione di marzo (finale), mentre per gli Stati Uniti focus sulle vendite al dettaglio di marzo, sulla produzione industriale (marzo) e sull’indice di fiducia elaborato dall’Università del Michigan. |
Inflazione USA sotto i riflettori
Per le Borse europee è iniziata un’altra settimana corta vista la chiusura dello scorso 10 aprile. Un focus particolare sarà rivolto ai verbali dell’ultima riunione del FOMC, previsti per il prossimo 12 aprile. Le minutes saranno utili per avere un quadro più chiaro dell’ultima riunione della Fed, dove la Banca centrale statunitense ha alzato i tassi di 25 punti base a dispetto delle tensioni sul comparto bancario. Sul fronte dei dati macroeconomici, sarà da osservare l’inflazione di marzo degli Stati Uniti, prevista in calo dal 6% al 5,2%. La rilevazione core è tuttavia stimata in aumento dal 5,5% al 5,6%. Per maggio, le stime del CME FedWatch Tool sono per tassi invariati all’intervallo 4,75% - 5% con un 58,5% di probabilità. Interessante evidenziare come a dispetto di quanto affermino numerosi esponenti dell’istituto le attese indicano che il picco del costo del denaro è stato raggiunto. In Europa, sarà da osservare l’indice dei prezzi al consumo tedesco di marzo (finale), che dovrebbe risultare stabile rispetto al 7,4% della misurazione preliminare. Per quanto riguarda gli esponenti delle Banche centrali, per la BCE attualmente sono calendarizzati gli interventi di De Cos (10 aprile), de Guindos, Villeroy (12 aprile) e Nagel (13 e 14 aprile). Per la Fed sono invece previsti gli interventi Williams (10 aprile), Goolsbee (11 aprile), Harker, Kashkari e Barkin (12 aprile). Sul tema petrolio, è da segnalare che il 13 aprile è prevista la pubblicazione del report mensile dell’OPEC.Rinnovabili: le attese per il prossimo futuro
Il comparto delle rinnovabili risulta poco mosso dall’inizio dell’anno. Prendendo come riferimento gli indici Bloomberg Intelligence sul comparto solare ed eolico, le performance sono state rispettivamente del +0,01% e del -0,66%. Va meglio per il tema idrogeno, che avanza del 7,58%. Le stime per questi comparti sono comunque positive. Per Fortune Business Insight, il mercato dell’energia solare potrebbe crescere fino a 373,84 miliardi di dollari nel 2029, con un tasso di crescita composto annuo del 6,9% dal 2022. Per quanto riguarda l’eolico, Mordor Intelligence ritiene che il settore potrà sperimentare un CAGR di oltre l’8% tra il 2023 e il 2028, mentre stando a Grand View Research il mercato della generazione di idrogeno avrebbe la possibilità di crescere da 170,14 miliardi di dollari del 2023 a 317,39 miliardi di dollari nel 2030 (CAGR 2023-2030 9,3%). In effetti, negli ultimi anni l’attenzione alle tematiche ambientali da parte dei Governi è cresciuta sensibilmente e il conflitto tra Russia e Ucraina e le conseguenti tensioni sugli approvvigionamenti energetici hanno fatto emergere la necessità di guardare ad altre fonti per ottenere energia. In questo quadro, particolarmente interessante è il caso di FirstSolar, che da inizio anno avanza del 38,95%, aggiornando di recente i massimi da ottobre 2008. A fine febbraio il gruppo ha rilasciato una guidance positiva sul 2023, prevedendo ricavi tra i 3,4 e i 3,6 miliardi di dollari (2,4 miliardi nel 2022) ed EPS tra i 7 e gli 8 dollari (-0,41 dollari nel 2022). Secondo gli analisti censiti da Bloomberg e prendendo come riferimento il periodo 2023-2026, il fatturato del gruppo potrebbe salire da 3,435 miliardi di dollari a 6,058 miliardi, mentre gli utili per azione adjusted da 6,94 a 22,48 dollari.
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