Mercati al test di trimestrali, inflazione USA e Verbali Fed
La settimana appena conclusa ha visto gli investitori concentrarsi prevalentemente su tre tematiche: l’avvio della stagione delle trimestrali, l’inflazione statunitense di marzo e i verbali del meeting di marzo della Fed.
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La settimana appena conclusa ha visto gli investitori concentrarsi prevalentemente su tre tematiche: l’avvio della stagione delle trimestrali, l’inflazione statunitense di marzo e i verbali del meeting di marzo della Fed. Con riferimento agli ultimi due elementi, è da segnalare che l’indice dei prezzi al consumo si è attestato al 5%, sotto le attese degli analisti censiti da Bloomberg al 5,2% e al precedente 6%. Tuttavia la misurazione core, quella depurata degli elementi più volatili, è cresciuta ulteriormente al 5,6%, in linea con il consensus e oltre il 5,5% di febbraio. Le pressioni inflazionistiche mostrano quindi una certa difficoltà nel mitigarsi in misura decisa. Si deve anche considerare che il dato non incorpora ancora gli effetti della decisione dell’OPEC+ di tagliare la produzione, con possibili aumenti dei prezzi dell’energia. Guardando ai verbali del FOMC invece, è emerso che i componenti del board della Fed abbiano valutato una pausa nel rialzo dei tassi per via delle tensioni sul settore bancario, anche se alla fine è prevalsa l’opinione che la priorità sia la lotta all’inflazione. Inoltre, gli esponenti dell’istituto prevedono che la crisi bancaria possa causare una lieve recessione nel 2023.
APPUNTAMENTI MACRO
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Appuntamenti in calendario |
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Lunedì 17/04 |
Attenzione ai dati sull’inflazione italiana (marzo, finale) e sull’indice della manifattura dello Stato di New York (aprile). |
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Martedì 18/04 |
Si conosceranno gli indici ZEW per Germania ed Eurozona (aprile), mentre per gli USA le nuove costruzione abitative (marzo). |
| Mercoledì 19/04 |
Focus sull’inflazione dell’Eurozona (marzo, finale). In serata la Fed rilascerà i Beige Book. |
| Giovedì 20/04 | Saranno pubblicate le rilevazioni sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana in USA, oltre al Leading Index della Conference Board (marzo) e la vendita di case esistenti (marzo). Per l’Eurozona, sarà pubblicata la fiducia al consumo per l’Eurozona (aprile, preliminare). |
| Venerdì 21/04 | Saranno pubblicati gli S&P Global manifatturieri, dei servizi e compositi di aprile (preliminare) per Francia, Germania, Eurozona e USA. |
Conti del 1° trimestre in focus
Nel corso della settimana appena cominciata, le attenzioni degli operatori saranno rivolte prevalentemente alla stagione delle trimestrali. Tra le aziende più importanti che rilasceranno i risultati, troviamo Bank of America, Johnson & Johnson, Lockheed Martin, Goldman Sachs, Netflix, United Airlines (18 aprile), Morgan Stanley, IBM, Tesla (19 aprile), American Express, AT&T (20 aprile) e American Airlines (21 aprile). Sul fronte delle Banche centrali, sono invece previsti gli interventi di de Cos, Schnabel (19 aprile) e Visco (20 aprile) per la BCE, mentre per la Fed sono attesi i discorsi di Waller, Mester e Bostic (20 aprile). Da segnalare inoltre che il prossimo 20 aprile l’Eurotower rilascerà i verbali della riunione di marzo. Dalle minutes potrebbero essere fornite più informazioni in merito alle ultime decisioni di politica monetaria e magari qualche indizio in merito alle prossime mosse dell’istituto centrale. Su questo tema Reuters ha di recente riportato come, secondo dei rumors, l’Eurotower starebbe andando verso un aumento dei tassi da 25 punti base a maggio. Questo per via della forte incertezza e per il fatto che gli effetti dei precedenti rialzi e delle turbolenze del settore bancario devono ancora manifestarsi. Inoltre, il picco del costo del denaro sarebbe in vista. Sul fronte dei dati macroeconomici, un particolare focus sarà posto sull’inflazione dell’Eurozona (marzo, finale), attesa al 6,9%, e ai PMI manifatturieri e dei servizi per Eurozona e Stati Uniti.Indici USA: le attese per i conti del 1° trimestre
Da inizio 2023, gli indici di Borsa USA hanno messo a segno performance positive: l’S&P 500 è avanzato del +7,77%, il Dow Jones del +2,23% e il NASDAQ 100 del 15,83%. Per i listini statunitensi però le sfide sono molteplici. Innanzitutto si deve considerare la stagione delle trimestrali appena cominciata. Secondo i dati di Bloomberg, delle 74 aziende a stelle e strisce che hanno pubblicato i risultati del 1° trimestre 2023, 41 hanno registrato ricavi oltre le attese, mentre 53 lo hanno fatto per gli utili. Più in generale, per i primi tre mesi del 2023 gli analisti censiti da FactSet si attendono una flessione degli utili del 6,8% su base annuale, dando il via al calo più ampio dal 2° trimestre 2020. Lato ricavi, questi sono previsti in crescita dell’1,8% a/a, l’incremento più basso dal 3° trimestre 2020. Questa stagione degli utili potrà inoltre fornire nuove informazioni su come le società stanno reagendo all’inflazione ancora alta e sulla presenza di segnali di rallentamento economico. Inoltre, si capirà meglio se gli attuali multipli sono su livelli troppo alti o meno. Un’altra tematica che guiderà l’andamento degli indici USA è quella relativa alle prossime mosse della Federal Reserve. Stando alle attese del CME FedWatch Tool, è previsto un altro incremento da 25 punti base a maggio, all’intervallo 5%-5,25%, per poi concludere l’anno con un costo del denaro più basso: il consensus vede tassi al 4%-4,25% con il 22% di probabilità, al 4,5%-4,75% con il 26,6% e al 4,25%-4,50% con il 36,2%. Molto dipenderà chiaramente dall’andamento dell’inflazione, con il dato che deve ancora fare i conti con un potenziale incremento dei prezzi dell’energia dovuto alle ultime mosse dell’OPEC+ e in un contesto in cui solo ultimamente il mercato del lavoro ha dato dei timidi segnali di rallentamento.
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