Weekly Note: I riflettori restano puntati alle dichiarazioni di BCE e Fed
La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da pochi dati macroeconomici e molte dichiarazioni da parte degli esponenti di BCE e Fed.
Scarica il PDF della Weekly Note - Settimana 13/02- 17/02
La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da pochi dati macroeconomici e molte dichiarazioni da parte degli esponenti di BCE e Fed. Tra gli interventi più importanti vi è da segnalare sicuramente quello del Presidente della Fed, Jerome Powell, il quale ha detto che l’istituto alzerà ancora i tassi di interesse nel caso in cui i dati continuassero a dimostrarsi forti, anche se il 2023 potrebbe essere un anno di significativo calo dei prezzi. Per Christopher Waller, componente del board dell’istituto centrale americano, la discesa dell’indice dei prezzi al consumo potrebbe richiedere più tempo del previsto. Raphael Bostic e Neel Kashkari, rispettivamente Presidenti della Fed di Atlanta e Minneapolis, ritengono che il mercato del lavoro USA evidenzi la necessità di proseguire con gli aumenti dei tassi. In sintesi, dai vari interventi sta emergendo la necessità di portare il costo del denaro più in alto per più tempo. Anche da parte dei componenti del board della BCE continuano le dichiarazioni “da falco”. In particolare Klaas Knot, Governatore della Banca centrale olandese, ha detto che dopo il rialzo da 50 punti base di marzo l’Eurotower potrebbe dover effettuare un nuovo incremento dello 0,5% a maggio.
APPUNTAMENTI MACRO
| Data | Appuntamenti in calendario | |
| Lunedì 13/02 |
Nessun dato di rilievo da monitorare. | |
| Martedì 14/02 | In mattinata sarà da monitorare il PIL dell’Eurozona del 4° trimestre 2022, mentre nel pomeriggio i riflettori saranno puntati sull’inflazione di gennaio in USA. | |
| Mercoledì 15/02 |
Focus sull’inflazione inglese di gennaio. Nel pomeriggio le attenzioni saranno rivolte agli Stati Uniti con l’indice manifatturiero dello Stato di New York (febbraio), le vendite al dettaglio (gennaio) e la produzione industriale (gennaio). | |
| Giovedì 16/02 | Le attenzioni saranno rivolte agli USA con le nuove costruzioni abitative (gennaio), le richieste di disoccupazione dell’ultima settimana, l’indice dei prezzi alla produzione (gennaio) e quello di fiducia commerciale elaborato dalla Fed di Philadelphia (febbraio).. | |
| Venerdì 17/02 | Saranno pubblicati i dati sull’inflazione francese di gennaio (finale). Lato USA, è previsto il rilascio del Leading Index elaborato dalla Conference Board (gennaio). |
Inflazione USA protagonista
Nel corso della settimana appena cominciata, sul fronte macroeconomico il focus degli investitori sarà rivolto principalmente all’inflazione statunitense di gennaio (14 febbraio). Secondo le attese degli analisti Bloomberg, la rilevazione dovrebbe segnalare una nuova flessione passando dal 6,5% al 6,2%. La misurazione core, depurata degli elementi più volatili come i prezzi dell’energia e del cibo, è attesa in contrazione dal 5,7% al 5,4%. I numeri dell’inflazione saranno svelati anche per quello che riguarda il Regno Unito (15 febbraio), con stime al 10,2% (10,5% precedente). Lato Eurozona, saranno invece da monitorare i dati sul PIL del 4° trimestre 2022 (preliminari), attesi al +1,9% su base annuale e al +0,1% su base mensile. Nel frattempo, prosegue la stagione delle trimestrali. Stando ai dati reperiti da Bloomberg al 10 febbraio, delle 1.125 aziende USA che hanno pubblicato i conti, il 54,34% ha sorpreso il consensus sui ricavi, mentre il 62,21% sugli utili. Per quello che riguarda l’Europa, delle 451 aziende che hanno reso noto i conti del 4° trimestre 2022, il 57,78% ha fatto meglio delle stime sui ricavi, mentre il 50,27% sugli utili. Per questa ottava, saranno da monitorare i risultati di Coca-Cola (14 febbraio), Kraft-Heinz, Cisco (15 febbraio) e Deere (17 febbraio). Per quello che riguarda le trimestrali italiane, un’attenzione particolare andrà rivolta ai risultati di Telecom Italia (14 febbraio) e Tenaris (15 febbraio).IA: inizia la sfida su business motori di ricerca
Il primo tema che ha attirato le attenzioni nel 2023 è l’intelligenza artificiale, con il boom di ChatGPT e il successivo annuncio di Microsoft di investire altri 10 miliardi di dollari nella sua società madre, OpenAI. In una recente intervista al Financial Times, l’AD del gruppo fondato da Bill Gates, Satya Nadella, ha detto che l’uso dell’IA sul mercato della ricerca internet è destinato a demolire gli elevati margini che hanno sostenuto il comparto. La società di Redmond ha presentato una revisione del suo motore di ricerca Bing per incorporare i progressi dell’intelligenza artificiale. Anche Google ha annunciato la propria soluzione in questo campo con un chatbot e nuove funzioni sul fronte della ricerca internet, anche se non è ancora stata specificata la tecnologia che verrà utilizzata o l’effettiva disponibilità. Tuttavia, sembra che le risposte del bot Bard non siano così accurate. Il mercato dei motori di ricerca è governato da Alphabet, che stando ai dati Statcounter conta con Google il 93% delle ricerche globali, contro il 3% di Bing. Per Microsoft, questo vantaggio tecnologico rende incrementali i margini sulla ricerca. In effetti, per i giganti del tech potrebbe essere iniziata una nuova era, che potrebbe portare ad importanti novità. Secondo Fortune Business Insights, il mercato dell’intelligenza artificiale potrebbe crescere da 387,45 miliardi nel 2022 a 1.394,3 miliardi nel 2029, con un tasso di crescita composto annuo del 20,1%. Per quanto riguarda le attese, gli analisti censiti da Bloomberg stimano per Microsoft ricavi passare da 198,27 miliardi di dollari nel 2022 a 260,444 miliardi nel 2025. Per gli EPS invece, le previsioni sono per un incremento da 9,21 dollari a 12,42.
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