Weekly Note: USA: inflazione verso un rallentamento a ottobre?
Sui principali indici di Borsa continua a prevalere un certo ottimismo. Intanto, si va verso la fine della stagione delle trimestrali: stando ai dati Bloomberg all’8 novembre 2022, delle 452 società dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati, il 58% ha oltrepassato le attese sui ricavi, mentre il 69,40% lo ha fatto sugli utili.
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Sui principali indici di Borsa continua a prevalere un certo ottimismo. Intanto, si va verso la fine della stagione delle trimestrali: stando ai dati Bloomberg all’8 novembre 2022, delle 452 società dell’S&P 500 che hanno pubblicato i risultati, il 58% ha oltrepassato le attese sui ricavi, mentre il 69,40% lo ha fatto sugli utili. Guardando all’Europa, il 72,70% delle compagnie che ha pubblicato i conti ha fatto meglio delle stime sul fatturato, mentre il 53,28% ha superato le previsioni sugli utili. Sul fronte dei dati macro, oggi il focus sarà rivolto all’inflazione USA di ottobre, che secondo il consensus Bloomberg dovrebbe rallentare dall’8,2% di settembre al 7,9%. Ad alimentare gli acquisti delle scorse sedute sono state anche le indiscrezioni pubblicate sul Wall Street Journal secondo cui in Cina si starebbe valutando l’allentamento delle restrizioni (dopo che le autorità hanno confermato l’approccio zero-Covid), anche se non vi sarebbe una tempistica precisa. Lato BCE sono da segnalare le parole del Presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, secondo cui l’istituto dovrebbe continuare ad alzare i tassi anche se la crescita dovesse essere danneggiata.
Per Nagel, l’inflazione tedesca arriverà ad una media del 7% nel 2023 e la crescita del Paese potrebbe “contrarsi in modo deciso” in inverno. Il Vicepresidente dell’Eurotower, Luis De Guindos, ha anche evidenziato come il quantitative tightening inizierà sicuramente nel 2023, anche se l’implementazione sarà molto prudente. Interessanti anche le parole di Pierre Wunsch, Presidente della National Bank of Belgium, secondo cui la BCE dovrebbe alzare i tassi più di quanto il mercato si aspetta nel caso in cui l’UE affrontasse una recessione moderata. Infine, mentre si allontanano le ipotesi dell’atteso price cap, è interessante evidenziare come diversi analisti sostengano che la domanda di gas naturale improvvisamente più vorace dell’Europa si potrebbe ripercuotere per il prossimo decennio sui Paesi più poveri, che non riescono a soddisfare le esigenze presenti e future.
AGENDA MACRO
| Data | Appuntamenti in calendario |
| Giovedì 10/11 |
In mattinata, si conosceranno i dati di settembre sulla produzione industriale italiana, Nel pomeriggio invece saranno rese note le misurazioni USA sull’inflazione (ottobre) e sulle richieste di sussidi di disoccupazione dell’ultima settimana. |
| Venerdì 11/11 | Per la Germania, verranno pubblicati i dati sull’inflazione di ottobre (finale), mentre per il Regno Unito focus sul PIL del 3° trimestre (preliminare). Lato USA, sarà reso noto l’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan (novembre, preliminare). |
| Lunedì 14/11 | Verranno rese note le misurazioni sulla produzione industriale dell’Eurozona (settembre). |
| Martedì 15/11 | Focus sugli indici ZEW di Germania ed Eurozona di novembre. Per il Vecchio Continente si sapranno anche i dati sul PIL del 3° trimestre (preliminare), mentre per gli USA verranno pubblicate le misurazioni sul PPI (ottobre) e sull’indice manifatturiero dello Stato di New York (novembre). |
| Mercoledì 16/11 | Attenzione all’inflazione italiana e inglese di ottobre. Lato USA, si conosceranno i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale di ottobre. |
Focus: settore auto e ride-hailing
Le nuove tecnologie spingeranno la crescita
Per i prossimi anni, le attese sulle nuove tecnologie in tema di auto e le innovazioni dei trasporti sono positive. Per Acumen Research and Consulting, il comparto del ride-hailing passerà dai $44,8 miliardi del 2021 a 178,2 miliardi nel 2030, con un tasso di crescita composto annuo del 16,9%. Stando invece alle previsioni di Statista, i ricavi del settore delle auto elettriche a livello globale potrebbero passare da $384 miliardi nel 2022 a 869,30 miliardi nel 2027, con un CAGR del 17,75%. In questo quadro, si potrebbe guardare al Certificato Memory Maxi Cash Collect Express di Vontobel con ISIN DE000VV67S08 e sottostanti Lyft, Tesla, NIO e Uber. Con questo Certificate si può ottenere una maxi cedola iniziale di 20 euro e successive cedole bimestrali di 1 euro condizionate al fatto che, alle varie date di valutazione intermedie, il prezzo del peggior titolo sia uguale o superiore alla Soglia Bonus. Il Certificate beneficia dell’Opzione Memoria, che consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable, che prevede la scadenza anticipata se alle date bimestrali di rilevazione tutti i sottostanti quotano come o più del Livello di Rimborso. A scadenza (4 ottobre 2027), se il peggior sottostante quoterà ad un prezzo pari o superiore a quello della Barriera, l’investitore otterrà il valore nominale del prodotto, oltre al premio del periodo e a quelli eventualmente conservati in memoria. Se il peggior sottostante si dovesse trovare al di sotto della Barriera, il Certificato replicherà la performance negativa del peggior sottostante.
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Dai Fatti agli Effetti
Apple: incertezza sulla domanda di iPhone
Il Fatto
Apple è tornata sotto pressione a Wall Street dopo le indiscrezioni secondo cui il gruppo si attenda di produrre circa 3 milioni di iPhone 14 in meno rispetto a quanto inizialmente previsto nel 2022. Nel dettaglio, il colosso di Cupertino si attenderebbe di costruire 87 milioni di smartphone o meno, rispetto alle iniziali previsioni di 90 milioni di unità. Questa decisione sarebbe stata presa per via di diversi motivi, in primis quelli relativi ad una domanda inferiore alle attese per i nuovi dispositivi, alle diverse alternative meno costose ai modelli top di gamma e ai lockdown in Cina. Questa notizia negativa arriva poco dopo i buoni risultati del 4° trimestre fiscale, che hanno registrato sia utili per azione che ricavi oltre le attese. Guardando ora alle previsioni degli analisti, dei 46 esperti censiti da Bloomberg che seguono il titolo, 36 forniscono un giudizio buy, 8 hold e 2 sell. Il prezzo obiettivo medio a 12 mesi è a 177,39 dollari, oltre il 28% in più rispetto alle quotazioni attuali.
L'Effetto
Da un punto di vista grafico le azioni Apple sono tornate al test del supporto a 135 dollari, che già lo scorso 13 ottobre 2022 aveva dato il via ad una fase di rimbalzo. Per compratori risulta importante il recupero dei 142,50 dollari, che potrebbe riportare i prezzi oltre i 145 dollari in primis, per poi passare alla zona dei 150 dollari. Nel medio periodo tuttavia, si avrebbe una prosecuzione del rimbalzo con il superamento dell’area compresa tra i 160 e i 164 dollari. Viceversa, si avrebbe un’indicazione negativa con l’accelerazione sotto i 130 dollari. Se ciò dovesse avvenire, si aprirebbero le porte per un’accelerazione delle vendite verso i 120 dollari.
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Rischi
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