Weekly Note: mercati in balia di dati economici e banche centrali
Il ritorno dei volumi di scambio verso la normalità, dopo le due settimane centrali di agosto, è coinciso con un aumento della volatilità sui mercati azionari. Le Borse rimangono in balia di molteplici fattori di incertezza, strette tra i timori per una prossima recessione che coinvolgerebbe in primo luogo gli Stati Uniti e l’Europa, e la necessità delle banche centrali di riportare sotto controllo l’inflazione applicando politiche monetarie restrittive.
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Il ritorno dei volumi di scambio verso la normalità, dopo le due settimane centrali di agosto, è coinciso con un aumento della volatilità sui mercati azionari. Le Borse rimangono in balia di molteplici fattori di incertezza, strette tra i timori per una prossima recessione che coinvolgerebbe in primo luogo gli Stati Uniti e l’Europa, e la necessità delle banche centrali di riportare sotto controllo l’inflazione applicando politiche monetarie restrittive. Ed è proprio sui banchieri centrali che si è concentrata l’attenzione dei mercati. Riuniti nel congresso di Jackson Hole da venerdì 26 agosto i responsabili delle politiche monetarie globali cercheranno di trovare la quadra di un rebus difficile. Il discorso di introduzione al meeting di Jerome Powell dovrà quindi essere analizzato con molta attenzione. Le dichiarazioni più recenti di alcuni esponenti dei board di BCE e Fed indicano una prevalenza dei falchi, favorevoli a una prosecuzione dei rialzo dei tassi di interesse. Joachim Nagel, il governatore della Bundesbank, è stato chiaro in proposito quando ha affermato che “vista l’alta inflazione saranno necessari ulteriori ritocchi verso l’alto dei tassi di interesse”.
Secondo il bollettino mensile della BuBa, il tasso di inflazione in Germania potrebbe raggiungere il 10% nel prossimo autunno mentre, contemporaneamente, è diventato più probabile un rallentamento della crescita economica. A subire di più il contesto attuale è indubbiamente l’Europa. Il termometro del cambio euro/dollaro lo dimostra plasticamente con la discesa sotto la parità, mentre nei confronti del franco svizzero la valuta unica europea è scesa a 0,95. L’inflazione sarà protagonista delle rilevazioni economiche la prossima settimana con il dato preliminare dell’Eurozona per agosto, previsto in moderazione a +8,6% da +8,9% di luglio, variazione non in grado di spostare la postura restrittiva della BCE.
AGENDA MACRO
| Data | Appuntamenti in calendario |
| Giovedì 25/08 |
Check-up per l’economia tedesca in mattinata con il dato sul PIL del secondo trimestre e l’indice IFO sulla fiducia delle aziende in agosto. Sempre al mattino verranno diffuse le minute dell’ultimo meeting della BCE. In pomeriggio test PIL secondo trimestre anche per gli USA a cui si aggiungerà il dato sui sussidi settimanali di disoccupazione. |
| Venerdì 26/08 | Il protagonista della giornata sarà il presidente delle Fed Jerome Powell, atteso al discorso introduttivo al meeting dei banchieri centrali di Jackson Hole in Wyoming. Il mercato cercherà di trarre indicazioni sulla postura di politica monetaria degli istituti centrali. |
| Lunedì 29/08 | Borse britanniche chiuse per festività. |
| Martedì 30/08 | In uscita la fiducia dei consumatori statunitensi ad agosto. |
| Mercoledì 31/08 | Trittico importante nella giornata di mercoledì. Inizia la Cina con l’indice dei direttori di acquisto del settore manifatturiero in agosto. Seguono la Germania con la variazione della disoccupazione in agosto e, soprattutto, l’Eurozona con la rilevazione preliminare sull’inflazione sempre di agosto. |
Focus: settore difesa
Ritorno al passato, torna la guerra fredda
L’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio scorso è stato finora il culmine delle tensioni geopolitiche internazionali. Il mondo è tornato a dividersi in due blocchi, e quindi ricomporre le fratture tra Stati Uniti e alleati con Russia e Cina potrebbe richiedere decenni. Durante questi anni il settore difesa, che ha già beneficiato in Borsa del nuovo scenario, manterrà un’importanza centrale. In questo scenario si potrebbe guardare al certificato Memory Cash Collect Express Certificate avente come sottostanti Airbus, Leonardo, Lockheed Martin e Safran (ISIN DE000VX7J1V0). Con questo Certificate si può ottenere una cedola trimestrale di 2,55 euro condizionata al fatto che, alle date di osservazione intermedie, il prezzo di tutti i titoli sia uguale o superiore alla rispettiva Soglia Bonus posta al 65% del rispettivo valore iniziale. Il Certificate beneficia dell’Opzione Memoria, che consente all’investitore di incassare successivamente i premi non pagati, e dell’Opzione Autocallable, che prevede la scadenza anticipata se alle date trimestrali di valutazione, a partire da quella dell’8 settembre 2022, i sottostanti quotano come o più del Livello Autocall. Alla scadenza dell’1 marzo 2024, se alla data di valutazione finale tutti i sottostanti quotano a un prezzo pari o superiore alla Barriera (60% del valore iniziale), l’investitore riceve il valore nominale del Certificate, il premio del periodo e quelli eventualmente conservati in memoria. Al contrario, se anche uno solo dei sottostanti avrà un prezzo inferiore alla Barriera, il Certificato replicherà la performance del sottostante con la performance peggiore.
Dai Fatti agli Effetti
Eni: nuovo giacimento di gas naturale a Cipro
Il Fatto
Buone notizie per i titoli petroliferi quotati in Borsa con le dichiarazioni del ministro dell’Energia dell’Arabia Saudita. Secondo il rappresentante del principale membro del cartello dei Paesi produttori Opec, nel prossimo meeting dell’Opec+ (che comprende anche la Russia), potrebbe essere decisa una riduzione dei livelli produttivi per contrastare la “negativa volatilità” che caratterizza il mercato dell’oro nero nelle ultime settimane. La dichiarazione sostiene i prezzi del barile, in ritirata nel corso dell’ultima settimana e beneficia i titoli delle oil company. Sull’andamento positivo di Eni influisce poi la scoperta di un nuovo giacimento di gas naturale (al 50% con TotalEnergies) al largo delle coste di Cipro. Secondo le stime il pozzo Cronos.1 potrebbe contenere fino a 2,5 trilioni di piedi cubi di gas.
L'Effetto
Con il rialzo favorito dalla doppia notizia positiva, l’apertura a una riduzione delle quote di produzione Opec+ da parte dell’Arabia Saudita e la scoperta del nuovo giacimento di gas naturale, l’azione Eni ha recuperato quota 12 euro a Piazza Affari e ha riportato in positivo il bilancio da inizio anno. Lo ha fatto sulla base di un trend di breve termine che dai minimi di metà luglio in area 10,50 euro ha portato il titolo all’importante test dei 12,50 euro, nelle vicinanze della media mobile a 200 periodi. Da questi livelli, ulteriori strappi al rialzo dell’azione petrolifera avrebbero come obiettivi l’area dei 13,25 euro e, successivamente, l’area dei 14,40 euro. Eventuali ribassi non creerebbero problemi al movimento rialzista di breve termine in corso fino a tenuta di area 11,50 euro. Sarebbe solo con la caduta di quest’ultimo livello che il titolo Eni riprenderebbe una intonazione negativa.
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Rischi
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