Amazon riscalda la corsa allo spazio
La scorsa settimana si è chiusa con un segno di svolta geopolitica non banale, capace di ribaltare i paradigmi macroeconomici delle ultime settimane. Se nel corso dell’ottava il mercato aveva iniziato a prezzare l’imminen te fine del conflitto in Iran, almeno secondo le indicazioni giunte dalla Casa Bianca, il vero cambio di passo si è avuto venerdì quando l’Iran ha annunciato l’apertura del lo Stretto di Hormuz in scia alla tregua siglata da Israele e Libano.
L’Iran riapre lo stretto, mercati da record
La scorsa settimana si è chiusa con un segno di svolta geopolitica non banale, capace di ribaltare i paradigmi macroeconomici delle ultime settimane. Se nel corso dell’ottava il mercato aveva iniziato a prezzare l’imminen te fine del conflitto in Iran, almeno secondo le indicazioni giunte dalla Casa Bianca, il vero cambio di passo si è avuto venerdì quando l’Iran ha annunciato l’apertura del lo Stretto di Hormuz in scia alla tregua siglata da Israele e Libano. La ripresa del transito marittimo in uno dei cor ridoi energetici più critici al Mondo ha rimosso istantane amente il “premio al rischio” bellico dalle materie prime, provocando un vero e proprio crollo delle quotazioni del petrolio. Uno shock positivo per il mercato che ha spinto ai nuovi massimi storici S&P 500 e Nasdaq. Il movimento era iniziato da un paio di settimane, tuttavia la notizia di venerdì non fa che alimentare la prospettiva di un deciso calo dei costi di produzione e trasporto per le imprese. Il raffreddamento dei prezzi del greggio gioca inoltre un ruolo fondamentale nel re-pricing delle politiche moneta rie delle principali Banche centrali: se fino a pochi giorni fa gli operatori prezzavano una fase ancora restrittiva per domare l’inflazione energetica, il calo di greggio e gas na turale dà a FED e BCE lo spazio di manovra necessario per scivolare verso una view più accomodante.
Appuntamenti Macro
| Lunedì 20/04 | La settimana inizia con la decisione delle autorità cinesi sui tassi dei prestiti a 1 e 5 anni. Destatis diffonde i dati sui prezzi alla produzione tedeschi mentre la BundesBank pubblica il suo report mensile. |
| Martedì 21/04 | Prima dell’avvio delle contrattazioni in Europa focus sui dati sull’andamento del mercato del lavoro britannico mentre nel corso della prima parte lo ZEW Institute pubblica i numeri sulla fiducia degli investitori istituzionali tedeschi. Dagli USA sono in arrivo le indicazioni su vendite al dettaglio e compromessi immobiliari. |
| Mercoledì 22/04 | Dalla Gran Bretagna giungeranno i dati sull’inflazione nel mese di marzo mentre nel pomeriggio attenzione alla f iducia dei consumatori europei. Previsti gli interventi di Christine Lagarde e di Joachim Nagel, rispettivamente chairman di BCE e BundesBank. |
| Giovedì 23/04 | È il giorno dei dati flash sul sentiment dei direttori degli acquisti del manifatturiero e del settore servizi di Zona Euro, Gran Bretagna e Stati Uniti. Dagli USA è inoltre in arrivo l’aggiornamento sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione. |
| Venerdì 24/04 | Focus sulle vendite al dettaglio britanniche e sull’indice tedesco IFO. L’Università del Michigan diffonde il dato finale sul sentiment dei consumatori statunitensi. |
Il termometro dei mercati
I mercati guardano agli indici PMI come a un termo metro: non misurano la febbre dei listini, ma quella dell’economia reale. I Purchasing Managers’ Index anticipano produzione, ordini e occupazione con settimane di vantaggio rispetto ai dati ufficiali e, di conseguenza, i dati preliminari in agenda giovedì 23 aprile relativi ad Eurozona, Regno Unito e Stati Uniti sono in grado di offrire una delle prime letture sul secondo trimestre. Per capire l’andamento di un comparto occorre guardare alla soglia dei 50 pun ti: valori superiori indicano espansione dell’attività economica mentre al di sotto di questo livello il set tore è da considerarsi in recessione. A marzo, il ter ziario di Zona Euro, Gran Bretagna e Stati Uniti ha reagito con maggiore prontezza allo scoppio delle ostilità tra Stati Uniti e Iran avvicinandosi perico losamente a quota-50 (50,2 e 50,5 punti per Zona Euro e UK mentre il PMI statunitense è sceso a 49,8 punti). Con l’incremento dei prezzi dei prodotti energetici innescato dal conflitto che viene recepi to dai processi produttivi, dagli indici di fiducia dei direttori degli acquisti di aprile potrebbe emergere anche il deterioramento del settore manifatturiero (a marzo il dato di Eurolandia ha toccato il livello maggiore da 45 mesi salendo a 51,6 punti). In una fase in cui le Banche centrali osservano ogni se gnale per calibrare i tassi, il PMI resta il termometro più rapido: e quando la temperatura cambia, i mer cati raramente restano indifferenti.
Amazon riscalda la corsa allo spazio
Amazon accelera nella corsa allo spazio. La scorsa settimana il colosso di Seattle ha ufficializzato l’acqui sizione di Globalstar con un’operazione cash valutata circa 11,6 miliardi di dollari. Il deal segna un punto di svolta per la divisione satellitare del colosso fondato da Jeff Bezos, ora rinominata Amazon Leo. L’opera zione mira infatti a rafforzare la nascente attività sa tellitare di Amazon, divisione dove la società califor niana ha accumulato un preoccupante ritardo rispetto ai piani iniziali. Nel 2019 Amazon aveva promesso di mettere in orbita entro 10 anni 3.236 satelliti per tra smettere internet a consumatori, aziende e Governi. La carenza di razzi, le interruzioni della produzione e le battute d’arresto dei lanci fanno sì che Amazon a ora abbia dispiegato solo 243 satelliti. Il takeover su Globalstar permetterà di ampliare questo numero con i 24 satelliti in orbita bassa già in funzione e i 54 che secondo quanto dichiarato alla fine del 2025 dovreb bero essere lanciati in orbita nel prossimo futuro. Sep pur si tratti di numeri ancora molto lontani da quelli di Starlink, la società di Elon Musk gestisce una rete di oltre 10.000 satelliti e serve più di 9 milioni di utenti nel mondo, la mossa di Amazon ha ripercussioni strate giche non indifferenti. A inizio 2026 Amazon ha chie sto alla Commissione Federale per le Comunicazioni degli Stati Uniti una proroga di due anni rispetto alla scadenza di luglio per il dispiegamento di circa 1.600 satelliti. La FCC, in passato critica verso la società di Seattle per la sua lentezza nello sviluppo dei piani, non si è ancora pronunciata sulla richiesta ma il deal potrebbe facilitarne il via libera. Soprattutto l’operazio ne permette ad Amazon di acquisire infrastrutture criti che, come spettro radio e licenze globali fondamentali per abilitare il servizio Direct-to-Device (D2D), quello che consente di connettere gli smartphone diretta mente via satellite senza bisogno di antenne terrestri.
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