Europa con il vento in poppa
Nonostante le sfide economiche e i rischi geopolitici in corso, la zona euro ha registrato una solida crescita nel 2025, superando le previsioni della Commissione europea. Diversi fattori, come il calo dei prezzi dell'energia, un mercato del lavoro solido, una situazione più stabile in Francia e uno stimolo fiscale tedesco, potrebbero continuare a favorire l'economia nel 2026 e oltre. Mostriamo agli investitori diverse opportunità di investimento che potrebbero consentire loro di partecipare agli sviluppi in Europa.
Crescita economica superiore alle aspettative
L'Unione europea (UE) è un enorme mercato unico che comprende 27 Paesi dell'UE e, con alcune restrizioni, quattro Paesi terzi (fonte: Direzione generale della Comunicazione dell'Unione europea, 11.02.26, Fatti e cifre sull'Unione europea). L'UE nel suo complesso è una delle più grandi economie del mondo, con una produzione economica totale (PIL) di quasi 20.000 miliardi di euro. In termini economici, la Germania è l'economia più forte dell'UE, seguita da Francia, Italia e Spagna. L'UE ha un proprio bilancio, finanziato principalmente dai contributi degli Stati membri. Il bilancio annuale dell'UE per il 2025 ammonta a circa 200 miliardi di euro. Insieme al fondo di recupero NextGenerationEU, il bilancio 2021-2027 ammonta a circa 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti (fonte: Direzione generale della Comunicazione dell'Unione europea, 11.02.26, How the EU budget is spent). Questi fondi vengono utilizzati per finanziamenti e progetti di grande importanza, come la trasformazione verde/digitale, il rafforzamento della competitività e le questioni di sicurezza, che la maggior parte dei Paesi dell'UE non potrebbe finanziare indipendentemente dai propri bilanci.
L'UE rappresenta il 14% del commercio internazionale di beni (fonte: Eurostat - sito web dell'Unione Europea, 11.02.26, Commercio internazionale di beni). Gli Stati Uniti sono il principale Paese di esportazione dell'UE, mentre la maggior parte delle importazioni nell'UE proviene dalla Cina. L'UE opera in questo "campo di tensione" sulla scena internazionale. La politica estera degli Stati Uniti è stata e continua ad essere fortemente guidata dalla politica tariffaria del presidente Trump e ha recentemente scosso i singoli Paesi e le loro industrie e commerci. Gli Stati Uniti sono troppo importanti come partner per le esportazioni. Tuttavia, anche la Cina e la sua dipendenza dalle terre rare rappresentano una sfida. Nel complesso, l'Unione Europea sta lavorando per gestire e ridurre in modo mirato le dipendenze e le aree di attrito con entrambi i partner commerciali.
Nonostante le grandi sfide a livello globale, tuttavia, l'economia europea si è dimostrata sorprendentemente solida. Nel 2025 la crescita complessiva (esclusa l'Irlanda) è stata di circa l'1,0%. Grazie alla forte domanda interna, la crescita economica potrebbe addirittura salire all'1,5% nel 2027 (fonte: Bank Berenberg, 05.02.26, Eurozone: Six reasons for a little more growth). Lo stimolo economico tedesco e il clima economico positivo avranno un impatto anche su alcuni Paesi vicini. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz sta cercando di rimettere in carreggiata l'economia tedesca, che di recente si è trovata in una situazione di debolezza, con l'aiuto di un ampio pacchetto di stimoli economici. Al centro del pacchetto ci sono la deregolamentazione, la riduzione della burocrazia, gli sgravi fiscali per le imprese e massicci investimenti (500 miliardi di euro in 12 anni) in infrastrutture e armamenti, spesso finanziati attraverso fondi speciali (fonte: Die Bundesregierung, 02.10.25, Investitionsoffensive für das ganze Land).
Il calo dei prezzi dell'energia come stimolo industriale
Gli effetti dello shock dei prezzi energetici del 2022/2023 sono ancora nelle ossa dell'industria e delle famiglie. I prezzi storicamente elevati dell'energia (gas ed elettricità) in Europa hanno avuto un impatto drastico sull'industria manifatturiera e sulle famiglie. I prezzi dell'energia hanno anche alimentato l'inflazione, che a sua volta ha esercitato ulteriori pressioni sull'economia. Il calo dei prezzi dell'energia può rivelarsi uno stimolo significativo per l'industria, in quanto riduce in modo significativo i costi di produzione e quindi aumenta la competitività delle aziende. Prezzi dell'energia più favorevoli consentono alle aziende di migliorare i propri margini, investire in nuove tecnologie o capacità produttive e offrire i propri prodotti a prezzi più competitivi. Ne beneficiano in particolare i settori ad alta intensità energetica come la chimica, la lavorazione dei metalli e l'industria pesante. Inoltre, la riduzione dei prezzi dell'energia può stimolare la spesa dei consumatori, che devono spendere meno per l'energia e hanno quindi più reddito disponibile per altri beni e servizi. Ciò crea una domanda aggiuntiva e rafforza l'economia nel suo complesso.
Gli attuali bassi prezzi del petrolio e del gas, nonché i cambiamenti strutturali e i risparmi, stanno attualmente consentendo all'Eurozona un maggiore margine di manovra per altri investimenti interni. Il Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti prevede inoltre un aumento delle riserve mondiali di petrolio fino al 2026, il che potrebbe esercitare una notevole pressione al ribasso sui prezzi del petrolio nei prossimi mesi (fonte: finanzen.net, 03.11.25, oil price outlook). Ciò si evince anche dall'andamento del prezzo del contratto Brent Crude Oil Future, che attualmente è scambiato a un livello inferiore (circa 68,80 USD il 10 febbraio 2026) rispetto agli anni di crisi 2022/2023.
Mercato del lavoro stabile nell'UE e politica interna francese
Il tasso di disoccupazione è un indicatore economico chiave (lagging indicator) che misura la percentuale di disoccupati nella forza lavoro. Tuttavia, nel 2025 il mercato del lavoro dell'UE è solido nonostante le sfide economiche. Con un tasso di disoccupazione di circa il 5,9% nel dicembre 2025, è sceso al livello più basso dall'introduzione dell'euro nel 1999 (fonte: Ufficio federale di statistica Destatis, 11.02.26, Europa in cifre - Mercato del lavoro). Tuttavia, la carenza di manodopera qualificata colpisce alcuni Paesi orientati all'esportazione e probabilmente rappresenterà un'ulteriore sfida in futuro. Nel complesso, il basso tasso di disoccupazione potrebbe avere un impatto positivo sulla fiducia dei consumatori e sui dati relativi ai consumi interni, contribuendo a sua volta a un ulteriore rafforzamento della domanda interna.
All'inizio del 2026 la Francia è in crisi, caratterizzata da un debito record di circa 3,5 trilioni di euro, instabilità politica, forti disordini governativi e malcontento sociale. All'inizio del 2026, la Francia ha il debito pubblico più alto dell'UE in termini assoluti, stimato in oltre 3,5 trilioni di euro, che corrisponde a circa il 114-118% del prodotto interno lordo. Dopo anni di nuovi prestiti, che superano di gran lunga i criteri di stabilità dell'UE, sono state introdotte misure di austerità (circa 60 miliardi di euro di risparmi previsti) per stabilizzare la situazione finanziaria. Il bilancio per il 2026, recentemente adottato il 2 febbraio, è stato almeno in grado di porre fine alla recente controversia sul bilancio interno. Inoltre, il capo del governo francese Sébastien Lecornu ha confermato l'intenzione di limitare il deficit di bilancio a un massimo del cinque per cento della produzione economica annuale, al fine di tenere sotto controllo il problema del debito (fonte: Tagesschau, 20/01/2026, Lecornu esce dall'impasse).
Certificato Open End Tracker sull'Indice Solactive Europe Aerospace and Defence
Le tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali hanno innescato un profondo cambiamento nella politica di sicurezza in Europa. Il cosiddetto "punto di svolta" segna una nuova era: i Paesi della NATO stanno aumentando la spesa per la difesa per far fronte alle crescenti sfide. L'Europa sta tracciando la rotta per un nuovo futuro della politica di sicurezza. Il certificato tracker del Solactive Europe Aerospace and Defence Index consente di partecipare a questi sviluppi.
Certificato Tracker Open End sull'indice Vontobel Momentum Strategy Europe
Nel 2025 il mercato azionario europeo ha presentato due facce: mentre alcuni grandi titoli hanno guidato gli indici al rialzo, la maggior parte delle azioni ha disatteso le aspettative. In un anno caratterizzato da vincitori selettivi, una domanda ha occupato il centro della scena per gli investitori: quali titoli daranno il tono - e quanto durerà la tendenza?
L'indice Vontobel Momentum Strategy Europe affronta in modo specifico questo fenomeno di mercato. Si concentra sistematicamente sulle azioni europee con un forte slancio dei prezzi e integra questa strategia con posizioni di copertura tramite futures corti sull'indice nelle fasi di maggiore incertezza del mercato.
Rischi
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