Weekly Note
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Un passaggio accomodante

Vontobel Markets
2 feb 2026 | 4 Minuti di lettura
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La scorsa settimana è stata molto attesa dagli operatori, non tanto per la decisione della Fed sui tassi, che come previsto sono stati confermati nell’intervallo 3,50%-3,75%, quanto per le possibili dichiarazioni di Jerome Powell riguardo l'apertura di un procedimento penale nei suoi confronti da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Tuttavia, il chairman ha scelto di non affrontare la questione, concentrandosi invece sull'analisi del quadro generale dell’economia.

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Tabella weekly

Tabella weekly macro febbraio

La scorsa settimana è stata molto attesa dagli operatori, non tanto per la decisione sui tassi da parte della Fed, che sono stati confermati nell'intervallo 3,50%-3,75% come da attese, quanto per le possibili dichiarazioni di Jerome Powell in merito a un possibile procedimento penale a suo carico da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Tuttavia, Powell ha scelto di soprassedere sulla questione e ha concentrato la sua attenzione sul quadro economico generale.

Il chairman ha sottolineato come la salute economica del Paese sia migliorata sensibilmente rispetto a qualche settimana fa, e ha indicato che questo stato di cose spinge la Fed a mantenere un atteggiamento meno accomodante rispetto all’ipotesi di nuovi e ripetuti tagli dei tassi. Nel contempo, gli operatori del mercato erano anche interessati a conoscere il futuro Governatore della Fed. Donald Trump ha proposto Kevin Warsh come possibile successore di Powell. Warsh ha recentemente espresso posizioni favorevoli a un taglio dei tassi e in passato è stato un critico severo di Powell per il ritardo nell’alzare i tassi contro l’inflazione post-pandemia. Inoltre, Warsh ha sostenuto le politiche di deregolamentazione e i tagli alla spesa pubblica dell'amministrazione Trump.

Per ora, il mercato ha accolto favorevolmente la sua nomina, con Powell che, in qualità di uomo di mercato e di istituzione, ha reso il passaggio di consegne il più possibile fluido e accomodante.

Appuntamenti Macro

Lunedì 02/01: La settimana inizia con i dati definitivi sul sentiment dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero per la Zona Euro, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti.
Martedì 03/01: In Australia è previsto il meeting della Banca centrale, mentre dagli Stati Uniti è atteso l'aggiornamento sull'andamento delle offerte di lavoro.
Mercoledì 04/01: È il giorno dell'indice preliminare che misura l'andamento dell'inflazione europea a gennaio 2026. In agenda anche l'aggiornamento sui prezzi alla produzione della Zona Euro e il dato USA sulle buste paga del settore privato (stima ADP). Inoltre, S&P Global pubblica i dati finali sul PMI dei servizi per Eurolandia, Regno Unito e Stati Uniti.
Giovedì 05/01: Oggi sono previsti i meeting della BCE e della Bank of England. In agenda anche i dati sulle vendite al dettaglio in Italia e nella Zona Euro. Dagli Stati Uniti arriverà l'aggiornamento sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione.
Venerdì 06/01: Focus sui dati tedeschi riguardanti la produzione industriale e la bilancia commerciale. Inoltre, l'attenzione si concentrerà sugli aggiornamenti statunitensi relativi alle nuove buste paga nei settori non agricoli e al tasso di disoccupazione. L’Università del Michigan pubblicherà anche il suo indice preliminare sul sentiment dei consumatori per febbraio.

RBA, BoE e BCE: la sfida dei tassi

Dopo il meeting della Fed, le Banche centrali continuano a dominare l'attenzione degli operatori con tre appuntamenti che potrebbero muovere valute, tassi e aspettative. Domani sarà la volta della Reserve Bank of Australia, mentre giovedì scenderanno in campo la Bank of England e la BCE. A fare da contrappeso ci saranno due indicatori macro ad altissima sensibilità: l'inflazione flash dell'Eurozona (mercoledì) e il Jobs Report USA (venerdì).

Le ultime indicazioni sull'inflazione potrebbero spingere la RBA ad aumentare il benchmark di 25 punti base al 3,85%, in linea con l'intenzione della Banca centrale di riaffermare la propria credibilità contro l'inflazione senza però promettere una lunga serie di aumenti. Per quanto riguarda la BoE e la BCE, i tassi dovrebbero rimanere invariati: la Bank of England probabilmente confermerà il tasso di riferimento al 3,75%, mentre la BCE manterrà il tasso al 2%, un compromesso tra pressioni inflazionistiche moderate e segnali di rallentamento della crescita nell'Eurozona. Da Francoforte ci si aspetta anche la conferma dell'approccio "data-dependent" (anche se l'indebolimento del dollaro potrebbe rappresentare un campanello d'allarme).

Sul fronte macro, l'inflazione dell'Eurozona è prevista in lieve riduzione al 2,2% (rispetto al 2,3%), mentre il saldo delle buste paga nei settori non agricoli degli Stati Uniti dovrebbe mostrare un incremento di 75 mila unità, rispetto ai +50 mila dell'ultimo mese del 2025.

Crescita di lungo con vista sul breve

L’intelligenza artificiale si conferma anche all'inizio del 2026 come il motore trainante dei mercati finanziari internazionali. Con tutte le aziende globali coinvolte nella rivoluzione tecnologica in corso, i titoli Tech americani sono ovviamente al centro dell’attenzione. Il tema centrale riguarda gli investimenti, che per le "Magnifiche 7" nel 2026 dovrebbero raggiungere livelli senza precedenti. Secondo le analisi di JP Morgan, il Capex dei leader tech statunitensi potrebbe superare i 500 miliardi di dollari nel 2026. Alcune previsioni indicano che Microsoft, Amazon, Alphabet e Meta potrebbero mettere sul piatto circa 475 miliardi di dollari.

Conferme arrivano dalla trimestrale di Meta, che ha annunciato un incremento degli investimenti tra i 115 e i 135 miliardi di dollari nel 2026, quasi il doppio rispetto ai 70 miliardi spesi nel 2025. Anche Amazon, secondo gli analisti di S&P Global, dovrebbe superare il muro dei 100 miliardi di spesa, stimata a 109 miliardi per quest’anno, rispetto ai 70 miliardi dello scorso esercizio.

Se quella che JP Morgan definisce "la nuova rivoluzione industriale" vede l'adozione dell'intelligenza artificiale come driver fondamentale per le performance azionarie nel 2026, l’enorme fabbisogno di finanziamento per le infrastrutture tecnologiche porterà a un aumento delle emissioni obbligazionarie nel settore tech e a una maggiore selettività da parte degli investitori. Tra strategie divergenti e tassi di sviluppo e successo diversi, il 2026 è considerato dagli analisti come l'anno del "test" per il ritorno sugli investimenti (ROI). Dopo i corposi rally degli ultimi anni, gli investitori stanno diventando meno tolleranti verso la "spesa libera" e chiedono margini chiari e una monetizzazione diretta delle scelte effettuate finora.

La crescita a lungo termine rimane un fattore critico di successo, ma una visibilità concreta sui risultati attuali è altrettanto fondamentale per le prospettive di breve periodo sui mercati azionari.

Grafico 1 anno Nvidia

Nvidia 1 anno grafico

Grafico 5 anni Nvidia

Grafico Nvidia 5 anni

Rischi

Rischio di Cambio:

Qualora il prodotto abbia come sottostante/i titoli non quotati in Euro, il valore del prodotto dipenderà anche dal tasso di cambio tra la valuta straniera e l’Euro nel caso in cui il prodotto non abbia una copertura (opzione quanto).

Rischio di Mercato:

Gli investitori devono tenere presente che l’andamento dei prezzi delle azioni delle società sopra menzionate è influenzato da molti fattori imprenditoriali, ciclici ed economici, che dovrebbero essere presi in considerazione al fine di formarsi un’idonea opinione sul mercato. Il prezzo delle azioni potrebbe muoversi diversamente rispetto alla previsione degli investitori, portando a perdite di capitale. Inoltre, i rendimenti passati e le opinioni degli analisti non sono un indicatore per i rendimenti futuri.

Rischio Emittente:

Gli investitori sono esposti al rischio che l’Emittente (Vontobel Financial Products GmbH, Francoforte sul Meno) o il Garante (Vontobel Holding AG, Zurigo) non risultino in grado di adempiere ai propri obblighi in relazione al prodotto. È possibile una perdita totale del capitale investito. In quanto titoli di credito, i prodotti non sono soggetti ad alcuna protezione dei depositi.

Rischio Worst-of:

Questo tipo di prodotto fa riferimento a più sottostanti. Pertanto, il grado di dipendenza dell'andamento del valore dei sottostanti l'uno rispetto all'altro (denominato correlazione) è essenziale per valutare il rischio che almeno un sottostante raggiunga la sua barriera. Gli investitori devono sapere che, in presenza di più sottostanti, è il sottostante che ha registrato l'andamento meno favorevole durante la durata dei titoli (struttura denominata “Worst-of”) a determinare l'importo del pagamento. Il rischio di perdita del capitale investito è quindi nettamente più elevato con le strutture Worst-of rispetto ai titoli con un unico sottostante.

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