Bolle di sapone volano sui mercati
È stata una settimana complicata la scorsa. Iniziata con l’euforia per la fine dello shutdown e girata al pessimismo quando la firma di Donald Trump è stata posta sull’accordo siglato tra Repubblicani e Democratici. Il sigillo del numero uno della Casa Bianca è come se avesse risvegliato gli investitori: la ripresa della pubblicazione dei dati macro cosa ci porterà?
È stata una settimana complicata la scorsa. Iniziata con l’euforia per la fine dello shutdown e girata al pessimismo quando la firma di Donald Trump è stata posta sull’accordo siglato tra Repubblicani e Democratici. Il sigillo del numero uno della Casa Bianca è come se avesse risvegliato gli investitori: la ripresa della pubblicazione dei dati macro cosa ci porterà? Il mercato ha iniziato a prezzare uno scenario in cui a dicembre la Fed possa non tagliare il costo del denaro. Elemento che ha iniziato a penalizzare i titoli tecnologici. Nel frattempo si è registrata una crescita del focus rivolto alle valutazioni delle aziende legate all’intelligenza artificiale. Molto rumore hanno fatto anche le posizioni di Michal Burry su Palantir e NVIDIA così come le parole del celeberrimo gestore circa la gestione degli ammortamenti. Per Burry diverse Big Tech hanno modificato la vita utile dei propri server e apparati di rete, riducendo miliardi di ammortamenti e gonfiando (contabilmente) gli utili. Nuove indicazioni dovrebbero giungere il prossimo 25 novembre. Nel frattempo non resta da capire se in vista del Natale le Borse riprenderanno la strada del rialzo o se invece questi timori faranno volare le bolle sui mercati.
Appuntamenti Macro
| Date | Appuntamenti in calendario |
| Lunedì 17/11: | La settimana inizia con le nuove stime macroeconomiche elaborate dalla Commissione Europea e con l’indice statunitense che misura l’andamento del manifatturiero nell’area di New York. |
| Martedì 18/11: | È il giorno dei dati USA sull’andamento della produzione industriale e sul sentiment dei costruttori edili. |
| Mercoledì 19/11: | Prima dell’avvio degli scambi in Europa focus sull’indice che misura l’andamento dei prezzi al consumo in Gran Bretagna mentre nel corso della prima parte sarà la volta del corrispondente dato europeo. La Federal Reserve diffonde le Minute dell’ultima riunione. |
| Giovedì 20/11: | Dalla Germania è in arrivo l’indice dei prezzi alla produzione ed il report mensile della BundesBank. Negli USA sono invece in agenda gli aggiornamenti su nuove richieste di sussidio, manifatturiero di Philadelphia e vendite di case esistenti. Attenzione anche al sentiment dei consumatori europei. |
| Venerdì 21/11: | Riflettori puntati sui dati preliminari che misurano il sentiment dei direttori degli acquisti, i famigerati PMI, di Zona Euro, Gran Bretagna e Stati Uniti. In agenda anche gli interventi di Christine Lagarde e di Joachim Nagel, i presidenti di BCE e Bundesbank. |
Con 43 giorni di durata, lo shutdown 2025 è stato il più lungo della storia statunitense. L’accordo bipartisan che ha messo fine al blocco fa ripartire i finanziamenti fino al 30 gennaio e rinvia a dicembre il voto-chiave sui sussidi ACA (Affordable Care Act). L’intesa è frutto di una mediazione bipartisan al Senato, con una pattuglia di Democratici che ha votato con i Repubblicani per sbloccare il dossier e rimandare il terreno sanitario a un voto separato. Secondo le stime, il costo diretto dei congedi temporanei dal lavoro supera centinaia di milioni di dollari al giorno in retribuzioni non erogate, mentre l’impatto su domanda e servizi può sottrarre fino a 1-2 punti di PIL trimestrale su orizzonti di quattro-otto settimane di blocco. La sospensione dei benefici SNAP (Supplemental Nutrition Assistance Program, il più grande programma federale di assistenza alimentare) ha aggiunto pressione sui consumi delle famiglie più fragili e sulla spesa locale, amplificando gli effetti moltiplicativi del fermo. Una portavoce della Casa Bianca ha segnalato che i
report di ottobre su lavoro e inflazione potrebbero non vedere la luce, creando una lacuna nelle time series che guidano le decisioni di mercato, policy e risk management. Nel complesso, lo shutdown 2025 chiude i battenti ma lascia una coda lunga: un bilancio federale tenuto insieme da un ponte fino a fine gennaio, un
oto sanitario potenzialmente divisivo a dicembre e, soprattutto, un buco informativo che rischia di rendere opaca la traiettoria macro nel trimestre.
Le vendite che hanno caratterizzato gli ultimi giorni non hanno escluso il settore del lusso, come sempre accade quando si assistono a liquidazioni generalizzate. Il
comparto tuttavia ha dato segni di maggior resilienza rispetto ad altri, in primis quello tecnologico. Una forza relativa che si è palesata anche nelle settimane precedenti, con i titoli del lusso riscoperti tanto dalle case d’affari che dagli investitori. Da giugno tuttavia sembra iniziata una nuova fase, tanto in Borsa quanto a livello di business. Una tendenza quest’ultima emersa anche nella tornata di trimestrali in corso, con alcuni elementi che hanno accumunato i big player mondiali. Su tutto la lieve crescita del giro d’affari rispetto allo stesso periodo del 2024. Un fattore di stabilizzazione e ripartenza. Un rilancio che soprattutto viene dalle due aree di vendita più importanti, la Cina e gli Stati Uniti. Le vendite nell’ex Celeste Impero sono cresciute per la prima volta dopo ben sei trimestri. Da LVMH a Richemont, le diverse case di moda hanno riportato una ripresa dei consumi nei due macro blocchi che pesano per il settore ognuno per il 25% del giro d’affari globale. Oltre agli aspetti di business di breve, vi sono anche fattori macro che sono stati prezzati in modo diverso dagli investitori. Il comparto soffre le fasi di restringimento monetario, viceversa beneficia quando i tassi vengono tagliati. Con una Fed che all’orizzonte appare più accomodante, gli investitori hanno deciso di riscoprire le aziende del lusso. Società che grazie ai loro brand sono state capaci di alzare i prezzi mediamente del 36% dal 2019 a oggi. Le sfide ovviamente non mancano, iniziando dai multipli di mercato. Il settore è scambiato circa 27 volte gli utili stimati per il 2026, circa il 15-20% in più rispetto alle 23 volte della media storica. I giganti del lusso sono chiamati a dimostrare la capacità di mantenere la redditività e proseguire la strada del rilancio delle vendite anche grazie a una revisione delle proposte commerciali.
Il Certificato d’investimento sul lusso europeo
Rischi
Rischio Emittente:
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Rischio di Mercato:
Gli investitori devono tenere presente che l’andamento dei prezzi delle azioni delle società sopra menzionate è influenzato da molti fattori imprenditoriali, ciclici ed economici, che dovrebbero essere presi in considerazione al fine di formarsi un’idonea opinione sul mercato. Il prezzo delle azioni potrebbe muoversi diversamente rispetto alla previsione degli investitori, portando a perdite di capitale. Inoltre, i rendimenti passati e le opinioni degli analisti non sono un indicatore per i rendimenti futuri.
Rischio di Cambio:
Qualora il prodotto abbia come sottostante/i titoli non quotati in Euro, il valore del prodotto dipenderà anche dal tasso di cambio tra la valuta straniera e l’Euro nel caso in cui il prodotto non abbia una copertura (opzione quanto).
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Il presente documento non rappresenta né una consulenza d’investimento né una raccomandazione di investimento di tipo finanziario, contabile, legale o altro o di strategia d’investimento, ma una pubblicità. Le informazioni complete sugli strumenti finanziari, compresi i rischi, sono descritte nel rispettivo prospetto di base, unitamente ad eventuali supplementi, nonché nelle rispettive Condizioni Definitive. Il rispettivo prospetto di base e le Condizioni Definitive costituiscono gli unici documenti di vendita vincolanti per gli strumenti finanziari. Si raccomanda ai potenziali investitori di leggere attentamente tali documenti prima di effettuare qualsiasi decisione di investimento, al fine di comprendere appieno i rischi e i vantaggi potenziali derivanti dalla decisione di investire negli strumenti finanziari. Gli investitori possono scaricare questi documenti e il documento contenente le informazioni chiave (KID) dal sito internet dell’emittente, Vontobel Financial Products GmbH, Bockenheimer Landstrasse 24, 60323 Francoforte sul Meno, Germania, su “http:// prospectus.vontobel.com/”. Inoltre, il prospetto di base, gli eventuali supplementi al prospetto di base e le Condizioni Definitive sono disponibili gratuitamente presso l’emittente. L’approvazione del prospetto da parte dell’autorità di riferimento non deve essere considerata un parere favorevole sugli strumenti finanziari offerti o ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato. Gli strumenti finanziari sono prodotti non semplici e di difficile comprensione. Il presente documento contiene un’indicazione dei rendimenti passati degli strumenti finanziari. I rendimenti passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Il presente documento e le informazioni in esso contenute possono essere distribuiti o pubblicati solo nei paesi in cui tale distribuzione o pubblicazione è consentita dalla legge applicabile. Come indicato nel relativo prospetto di base, la distribuzione degli strumenti finanziari menzionati in queste informazioni è soggetta a restrizioni in alcune giurisdizioni. Questo messaggio pubblicitario non può essere riprodotto o ridistribuito senza previa autorizzazione dell’editore. © 2025 Bank Vontobel Europe AG e/o le sue affiliate. Tutti i diritti riservati.
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