Weekly Note
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I tre cigni grigi del mercato

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Vontobel Markets
26 ott 2026 | 4 Minuti di lettura
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Dall’euforia alla cautela, nel giro di poche ore. I mercati hanno vissuto una settimana a due velocità: prima gli acquisti alimentati dalle brillanti trimestrali di SpaceX e Super Micro Computer, poi le vendite da giovedì. A volare sul sentiment degli operatori tre cini grigi: materie prime, rendimenti obbligazionari e geopolitica.

mercati in cifre

Dall’euforia alla cautela, nel giro di poche ore. I mercati hanno vissuto una settimana a due velocità: prima gli acquisti alimentati dalle brillanti trimestrali di 
SpaceX e Super Micro Computer, poi le vendite da giovedì. A volare sul sentiment degli operatori tre cigni grigi: materie prime, rendimenti obbligazionari e geopolitica. Tre rischi noti, ma non per questo meno insidiosi. Il primo è il petrolio, tornato a salire sulle tensioni in Medio Oriente, riaccendendo i timori inflazionistici. Il secondo è il mercato del debito, con la Francia nell’occhio del ciclone: i rendimenti degli OAT a 10 anni hanno superato il 5%, sui massimi dal maggio 2002, lo spread con il Bund è balzato ai livelli della crisi del debito sovrano del 2011. Un quadro ulteriormente aggravato dal declassamento di venerdì sera del debito francese da parte di Moody’s. Il terzo cigno è politico: le indiscrezioni su una possibile nuova offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro l’Iran dopo le rispettive elezioni alimentano il nervosismo. La crescita degli utili resta 
un sostegno, ma non basta più a rassicurare gli investitori. Perché i cigni grigi, a differenza di quelli neri, si vedono arrivare. Il problema è capire quanto male possano fare.

Appuntamenti Macro

Lunedì 26/10 In avvio di settimana attenzione 
alle indicazioni in arrivo dalla Germania, dove è prevista la pubblicazione dell’indice IFO. 
Martedì 27/10 La Bank of Japan diffonde il dato sull’andamento dell’inflazione mentre la BCE gli aggiornamenti sulla massa monetaria M3 e sui prestiti ai privati. Nel pomeriggio focus sugli indici 
USA che misurano l’andamento dei beni durevoli ed i prezzi delle abitazioni. Alle 15 sarà la volta 
delle vendite di nuove case e del sentiment dei consumatori misurato dal Conference Board.
Mercoledì 28/10 Oggi si riuniscono i board della Bank of Canada (alle 14:45) e della Federal 
Reserve (19). Alle 19:30 appuntamento con la conferenza stampa del chairman Kevin Warsh.
Giovedì 29/10 Alle 10 l’Istat diffonde l’aggiornamento sull’andamento del tasso di disoccupazione mentre dopo il giro di boa dagli  USA arriveranno le nuove richieste di sussidio, i redditi e le spese e l’indice dei prezzi PCE. Alle 14:15 la BCE pubblica la sua decisione sui tassi e mezz’ora più tardi focus sulla conferenza stampa di Christine Lagarde.
Venerdì 30/10 Oggi è il turno della Banca centrale giapponese. In Europa attenzione ai numeri sulla crescita economica e  sull’andamento del mercato del lavoro mentre  l’agenda USA prevede la pubblicazione del Chicago PMI.  

Banche centrali, tregua armata

Una tregua armata sui tassi: è il filo che unisce Fed, Banca Centrale Europea e Bank of Japan, attese al verdetto tra il 28 e il 30 ottobre. Dopo le strette di 
settembre, lo scenario prevalente è una pausa per tutte e tre. Ma l’inflazione impedisce di abbassare la guardia: fermarsi non significa aver concluso i rialzi. Mercoledì tocca alla Federal Reserve. Il mercato sconta tassi fermi al 3,75-4%, previsione condivisa da 94 economisti su 100. Le pressioni sui prezzi mantengono aperta la strada a una nuova stretta a dicembre. Il punto sarà capire quali dati potrebbero convincere la Banca centrale a intervenire ancora. Giovedì la BCE dovrebbe confermare il tasso sui depositi al 2,50%. Francoforte deve bilanciare la 
spinta inflazionistica del conflitto in Medio Oriente con una crescita che perde slancio. Le tensioni sul debito francese complicano il quadro: aumentare il 
costo del denaro rischia di aggravare le condizioni finanziarie. Anche qui, però, le attese indicano un rialzo a dicembre. Venerdì chiuderà la BoJ, orientata a mantenere il tasso all’1,25%. L’inflazione di fondo vicina al 2% e uno yen debole sostengono ulteriori aumenti, senza imporre un’accelerazione immediata. Le nuove previsioni sui prezzi aiuteranno a valutare l’ipotesi di un passaggio all’1,50% a dicembre. Per obbligazioni, azioni e valute conteranno soprattutto i segnali sul dopo: la tregua armata potrebbe durare soltanto fino alla prossima riunione.

SpaceX vola verso Marte

Elon Musk guarda a Marte, SpaceX mette a Terra numeri straordinari. I risultati del terzo trimestre 2026 rilasciati la scorsa settimana raccontano la capacità dell’azienda di trasformare ambizioni spaziali e investimenti in un business dalle dimensioni sorprendenti. Il fatturato è balzato del 161% a 14,6 miliardi di dollari, mentre l’utile netto ha raggiunto i 4,4 miliardi da una perdita di 1,1 miliardi registrata un anno prima. A spingere i conti è soprattutto l’AI: la divisione Super Intelligence ha generato 7,6 miliardi di ricavi, quasi dieci volte quelli dell’anno precedente. La vera macchina dei profitti resta Starlink, con 5,2 miliardi di fatturato (+69%) e 2,4 miliardi di utile operativo. La costellazione satellitare conta ormai 13,6 milioni di abbonati consumer e punta a ridisegnare il mercato mondiale delle Tlc. Dalla connessione Internet domestica ai servizi per aerei, navi e smartphone, Starlink potrebbe trasformarsi in un con corrente diretto degli operatori tradizionali, conquistan do una quota crescente della spesa globale per la connettività. Una prospettiva che si inserisce nel trend della space economy: secondo McKinsey e World Economic Forum, il settore potrebbe raggiungere 1.800 miliardi entro il 2035, quasi tre volte i 630 del 2023. E Musk immagina già un’altra rivoluzione societaria. Il fondatore ha definito una buona idea la possibile fusione tra SpaceX e Tesla, confermando le valutazioni di comitati indipendenti. Barclays considera l’operazione strategi camente plausibile e ipotizza SpaceX come acquirente, mentre a Wall Street si discutono le sinergie nell’intelligenza artificiale, robotica e produzione di semiconduttori. Restano ostacoli regolamentari, conflitti d’interesse e investimenti colossali: SpaceX ha speso quasi 20 miliardi nel trimestre. La sfida è finanziare il futuro senza compromettere la redditività del presente. Per Musk, Marte resta la destinazione finale. Ma il viaggio di SpaceX potrebbe creare valore soprattutto sulla Terra.

I Certificati a leva sulle azioni SpaceX

Turbo Certificate Open-End
Space Exploration Technologies Corporation
ISIN DE000BD167U0
CallLeva: 2,42
+2,03%

Andamento dalla data di quotazione di Space Exploration Technologies Corporation

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Rischi

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Aumento del rischio di perdita:

A causa dell'effetto leva, esiste un maggiore rischio di perdita (rischio di perdita totale) con i prodotti a leva, come i turbo warrant e i mini future qui menzionati.

Rischio emittente/credito:

Gli investitori sono esposti al rischio che l'emittente e il garante non siano in grado di adempiere agli obblighi previsti dal prodotto e dalla garanzia, ad esempio in caso di insolvenza (incapacità di pagare/sovraindebitamento) o di un ordine ufficiale di misure di risoluzione. Tale ordine da parte di un'autorità di risoluzione può essere emesso anche prima della procedura di insolvenza in caso di crisi del garante. È possibile la perdita totale del capitale investito. In quanto obbligazione, il prodotto non è soggetto alla tutela dei depositi.

Rischio di Mercato:

Gli investitori devono tenere presente che l’andamento dei prezzi delle azioni delle società sopra menzionate è influenzato da molti fattori imprenditoriali, ciclici ed economici, che dovrebbero essere presi in considerazione al fine di formarsi un’idonea opinione sul mercato. Il prezzo delle azioni potrebbe muoversi diversamente rispetto alla previsione degli investitori, portando a perdite di capitale. Inoltre, i rendimenti passati e le opinioni degli analisti non sono un indicatore per i rendimenti futuri.

Rischio Worst-of:

Questo tipo di prodotto fa riferimento a più sottostanti. Pertanto, il grado di dipendenza dell'andamento del valore dei sottostanti l'uno rispetto all'altro (denominato correlazione) è essenziale per valutare il rischio che almeno un sottostante raggiunga la sua barriera. Gli investitori devono sapere che, in presenza di più sottostanti, è il sottostante che ha registrato l'andamento meno favorevole durante la durata dei titoli (struttura denominata “Worst-of”) a determinare l'importo del pagamento. Il rischio di perdita del capitale investito è quindi nettamente più elevato con le strutture Worst-of rispetto ai titoli con un unico sottostante.

Rischio con i prodotti a leva:

A causa dell'effetto leva, il rischio di perdita (rischio di perdita totale) aumenta con i prodotti a leva, ad esempio Bull & Bear Certificates, Warrant e Mini Futures.

Rischio di Cambio:

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