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Banche USA: le trimestrali possono riaccendere l’interesse sul settore?

8 ott 2026 | 4 Minuti di lettura
Trading in una banca americana

Le banche statunitensi si avvicinano alla stagione dei risultati con un’opportunità da valutare: le recenti correzioni hanno ridimensionato le quotazioni, mentre le trimestrali potrebbero offrire nuove indicazioni sulla tenuta degli utili. JPMorgan Chase e Goldman Sachs pubblicheranno i conti del terzo trimestre il 13 ottobre, seguite da Bank of America il 14 ottobre. Per gli investitori, questi appuntamenti rappresentano un banco di prova importante: risultati solidi e prospettive rassicuranti potrebbero riportare l’attenzione sulla capacità del settore di generare reddito, dopo settimane dominate dai timori sui tassi e sulla crescita.

Aspettative più prudenti, spazio per sorprese positive

Il punto di partenza è il rapporto tra prezzi e aspettative. Secondo l’analisi pubblicata da Barron’s il 1° ottobre, lo State Street SPDR S&P Bank ETF aveva perso circa il 12% dal massimo di agosto. La correzione rifletteva le preoccupazioni per il costo della raccolta e per le prospettive dei ricavi da trading e investment banking. Un contesto che può rendere il settore interessante qualora i risultati confermino una redditività più resistente di quanto temuto.  
Le attese restano però differenziate. Il 2 ottobre Oppenheimer ha ridotto le proprie stime di utile per azione per diversi istituti, tra cui Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup, alzando invece quelle su JPMorgan. Secondo gli analisti, gli aggiornamenti delle banche avevano lasciato sostanzialmente invariate le indicazioni su crescita dei prestiti, qualità del credito e spese operative, mentre le attività legate ai mercati presentavano maggiori interrogativi.  
Per gli investitori, questa distinzione conta. Una fase meno favorevole per alcune commissioni può convivere con un’attività bancaria ordinaria stabile. La possibile opportunità nasce quindi dalla verifica dei fondamentali: se credito, depositi e costi resteranno sotto controllo, le trimestrali potrebbero attenuare parte dell’incertezza incorporata nelle quotazioni. 

Trading e commissioni: una crescita più lenta può restare significativa

Le grandi banche americane arrivano ai risultati dopo un periodo particolarmente forte per le attività di mercato. Goldman Sachs ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 20,34 miliardi di dollari, utili netti per 6,63 miliardi e un rendimento annualizzato del capitale proprio del 23,5%. Anche Bank of America ha registrato una crescita significativa: i ricavi della divisione Global Markets sono aumentati del 34% su base annua, raggiungendo circa 8 miliardi. 
Questi risultati mostrano il contributo che i mercati possono offrire alla redditività, ma rendono impegnativi i confronti successivi. Financial News riportava, all’inizio di ottobre, attese di ricavi complessivi da attività di mercato pari a 38,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre per Goldman Sachs, JPMorgan, Morgan Stanley, Bank of America e Citigroup: una crescita del 17% sull’anno precedente, inferiore al 30% del secondo trimestre ma ancora consistente. Si tratta di stime, che i conti dovranno confermare.  
Una normalizzazione dei ritmi, quindi, non implica necessariamente un deterioramento del business. Il mercato dovrà valutare quanto della crescita recente sia ripetibile e quanto dipenda da condizioni eccezionali. Saranno importanti anche i commenti sulle operazioni societarie e sulle emissioni di titoli: indicazioni favorevoli sulle attività future potrebbero sostenere le aspettative sugli utili oltre il singolo trimestre.

Tassi e credito: il vero test della redditività

Accanto alle commissioni, il margine d’interesse resta centrale. Per una banca, tassi elevati possono aumentare il rendimento dei prestiti, ma anche il costo dei depositi e della raccolta. L’effetto dipende dalla velocità con cui si adeguano le due componenti, dalla struttura del bilancio e dalla domanda di finanziamenti. 
I dati FDIC del primo trimestre 2026 illustrano questa relazione: il margine d’interesse netto aggregato degli istituti assicurati era sceso di otto punti base rispetto al trimestre precedente, al 3,31%, perché i rendimenti delle attività erano diminuiti più rapidamente dei costi di finanziamento. È un dato precedente alla prossima stagione dei risultati, ma chiarisce perché osservare soltanto il livello dei tassi possa essere fuorviante.  
Nelle prossime trimestrali, la tesi favorevole richiederà quindi conferme su margine d’interesse, stabilità dei depositi e qualità del credito. Una crescita dei ricavi accompagnata da accantonamenti gestibili sarebbe più convincente di un aumento dell’utile sostenuto da componenti temporanee. Anche il capitale conterà: JPMorgan, per esempio, ha chiuso giugno con un CET1 ratio standardizzato del 14,1%. La solidità patrimoniale offre capacità di assorbire eventuali difficoltà e può sostenere distribuzioni agli azionisti, nel rispetto dei requisiti applicabili.

Europa: i ribassi meritano attenzione, ma i rischi sono differenti

La debolezza recente ha coinvolto anche le banche europee. Il 1° ottobre il comparto bancario dello STOXX Europe 600 ha perso il 3,7%, nella peggiore seduta dal 3 marzo. Secondo Reuters, il movimento si è inserito in una fase di aumento dei rendimenti obbligazionari e preoccupazioni per inflazione e finanze pubbliche.  
Nel Regno Unito si sono aggiunti timori su possibili nuove imposte a carico degli istituti in vista del bilancio autunnale. Reuters ha riportato ribassi marcati per NatWest, HSBC, Barclays e Lloyds, insieme alle indiscrezioni sugli incontri tra i vertici delle banche e il governo.  
Queste correzioni possono rendere più interessanti alcuni prezzi, ma richiedono una valutazione specifica. Se la pressione dipendesse soprattutto dall’incertezza macroeconomica e gli utili restassero solidi, potrebbe emergere spazio per un recupero. Se invece crescessero stabilmente costo del credito, oneri fiscali o costo della raccolta, il ribasso potrebbe riflettere una revisione giustificata delle prospettive. Le trimestrali USA offriranno indicazioni utili sul settore, senza risolvere automaticamente i rischi propri delle banche europee. 

Posizionarsi prima dei conti: puntare sulla tenuta degli utili

L’interesse per le banche prima della earnings season nasce dalla combinazione di quotazioni corrette, aspettative più prudenti e attività ancora capaci di generare ricavi importanti. Il possibile catalizzatore sarà la conferma che la normalizzazione del trading e l’incertezza sui tassi restano compatibili con utili sostenibili. 
Anticipare i risultati espone però al rischio di sorprese negative. La selezione dovrebbe quindi privilegiare la qualità della redditività: raccolta stabile, credito sotto controllo, capitale adeguato e ricavi diversificati. Se i conti e le indicazioni dei management confermeranno questi elementi, la stagione delle trimestrali potrebbe riportare il settore bancario al centro dell’interesse degli investitori e dare maggiore consistenza alla tesi di un recupero.

I Certificati di Investimento sulle banche

Multi Cash Collect Certificate con Barriera
Banco Bradesco SA, Citigroup Inc., Commerzbank AG, Deutsche Bank AG
ISIN DE000VJ9Z0B1
Cedola potenziale p.a.: 14,64%Autocallable MemoriaScadenza: 27/03/2028
0,00%
Multi Cash Collect Certificate con Barriera
Barclays Plc, The Goldman Sachs Group, Inc., Société Générale, UniCredit SpA
ISIN DE000BD2Z5U2
Cedola potenziale p.a.: 13,20%Autocallable MemoriaScadenza: 05/02/2029
+0,96%
Multi Cash Collect Certificate con Barriera
Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA, Deutsche Bank AG, The Goldman Sachs Group, Inc., Société Générale
ISIN DE000BD4G1Y4
Cedola potenziale p.a.: 12,00%Callable (dall'emittente)MemoriaAirbagScadenza: 20/02/2029
+1,04%

I Certificati a Leva sulle banche

Leva Fissa Certificate
The Goldman Sachs Group, Inc.
ISIN DE000VY8LU04
3x Long
+3,24%
Leva Fissa Certificate
The Goldman Sachs Group, Inc.
ISIN DE000VY8LU87
3x Short
-1,82%
Turbo Certificate Open-End
The Goldman Sachs Group, Inc.
ISIN DE000VY0JP94
CallLeva: 14,14
+28,97%
Turbo Certificate Open-End
The Goldman Sachs Group, Inc.
ISIN DE000BD7V8R1
PutLeva: 15,12
-18,49%

Andamento a 1 anno del prezzo di Goldman Sachs

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Andamento a 5 anni del prezzo di Goldman Sachs

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