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Eni: utile raddoppiato nel trimestre, buyback e nuove trivellazioni in Uruguay

Vontobel Markets
13 ago 2026 | 3 Minuti di lettura
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Piattaforma petrolifera in mezzo al mare

Il comparto energetico italiano vive settimane di intensa attività, e Eni S.p.A. è stata interessata da una serie di sviluppi operativi e finanziari positivi nelle ultime settimane.. L'analisi delle dinamiche registrate nelle ultime settimane restituisce il ritratto di un gruppo che sta accelerando su più fronti contemporaneamente: espansione dell'attività esplorativa in Sud America, nuovi contratti nel segmento offshore in Angola, un programma di buyback in continua crescita e una trimestrale che ha spinto il management a rivedere al rialzo tutte le principali previsioni per l'anno.

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Espansione upstream tra Uruguay e Angola

Eni ha annunciato nuove iniziative volte a consolidare la propria presenza nel bacino offshore uruguaiano su due fronti distinti. Da un lato, la società ha siglato un accordo con APA Corporation come partner strategico nel blocco offshore OFF-6, nel bacino di Pelotas: APA manterrà una quota di partecipazione del 60%, mentre Eni finanzierà la maggior parte del primo pozzo esplorativo, la cui perforazione è prevista per la fine del 2027. Dall'altro lato, la società ha già in corso un'operazione separata nella stessa area, avendo concordato l'acquisizione di una quota del 50% e dell'operatorship nel blocco OFF-5 da YPF, operazione ancora soggetta all'approvazione delle autorità uruguaiane.

Sul fronte angolano, Azule Energy, la joint venture paritetica tra Eni e la britannica BP, ha assegnato a TechnipFMC un nuovo contratto per la fornitura di flowline flessibili e riser destinati al progetto West Hub Tails, estensione dello sviluppo del giacimento Agogog nel Blocco 15/06. Il contratto segue quello già assegnato per il progetto Greater PAJ nei blocchi 31 e 31/21, che la compagnia stima possa portare alla prima estrazione nella prima metà del 2029.

Prosegue inoltre il programma di riacquisto di azioni proprie. Eni ha reso noto di aver riacquistato, tra il 3 e il 7 agosto 2026, circa 4,9 milioni di azioni proprie a un prezzo medio ponderato di 23,4179 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 115 milioni di euro. Dall'avvio del programma a maggio, Eni ha riacquistato complessivamente 53,5 milioni di azioni proprie, pari all'1,8% del capitale sociale, per un controvalore di 1,19 miliardi di euro. A seguito delle operazioni effettuate, la società detiene ora 140,4 milioni di azioni proprie, pari al 4,6% del capitale.

Utile raddoppiato nel trimestre, guidance rivista al rialzo

A monte della recente accelerazione sui mercati, vi è la pubblicazione, il 29 luglio 2026, dei risultati del secondo trimestre, vero punto di svolta delle ultime settimane. Nel periodo aprile-giugno l'EBIT proforma adjusted di Gruppo è salito a 5,38 miliardi di euro, quasi raddoppiando su base annua e in crescita del 52% rispetto al trimestre precedente, mentre l'utile netto adjusted si è attestato a 2,3 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore di circa il 12% rispetto alle aspettative diffuse dagli analisti. La crescita è stata trainata soprattutto dall'Exploration & Production, il cui EBIT adjusted è salito a 4,77 miliardi di euro (+97% su base annua), sostenuto dall'aumento della produzione (+11% su base omogenea, a 1,79 milioni di barili di olio equivalente al giorno) grazie all'avvio a regime di nuovi progetti in Africa occidentale, nel Golfo d'America, in Norvegia e in Indonesia.

Alla luce di questi risultati, il management guidato dall'amministratore delegato Claudio Descalzi ha rivisto al rialzo la guidance per l'intero 2026: la crescita della produzione oil&gas è ora attesa attorno al 5%, contro il precedente intervallo del 3-4%, mentre il flusso di cassa operativo adjusted è stato portato a 15 miliardi di euro. Il gruppo ha inoltre ampliato il programma di buyback 2026 da 2,8 a 3,4 miliardi di euro (+20%) e ha indicato la possibilità di distribuire un dividendo straordinario nel corso del quarto trimestre, oltre a confermare il dividendo ordinario 2026 a 1,10 euro per azione (+5% sul 2025).

Positiva la reazione del mercato, analisti su posizioni differenziate

Il mercato ha accolto favorevolmente la pubblicazione dei risultati. . Nella seduta successiva alla diffusione dei conti, il titolo Eni ha registrato un rialzo del 7,09% portandosi a 23,58 euro. Diverse banche d'affari hanno successivamente aggiornato le proprie valutazioni, mantenendo tuttavia un approccio relativamente prudent. Citigroup, ad esempio, ha confermato una valutazione "neutral" con un obiettivo di 24 euro, segnalando come il nuovo programma di buyback e l'introduzione del dividendo straordinario possano portare il payout verso il limite superiore della forchetta prevista dal gruppo. Inoltre, alla data del 12 agosto 2026, il titolo Eni scambia a Piazza Affari a 23,94 euro, con una performance positiva da inizio anno di circa il 48%, mentre il consensus degli analisti indica un giudizio medio "Outperform" con un target price medio di 25,16 euro.

Restano tuttavia alcuni elementi da monitorare: la crescita dei risultati trimestrali è stata sostenuta anche da uno scenario favorevole dei prezzi del petrolio, storicamente volatile e attualmente influenzato dalle tensioni geopolitiche legate allo Stretto di Hormuz; i nuovi progetti esplorativi in Uruguay restano a uno stadio ancora preliminare, con la prima trivellazione attesa non prima della fine del 2027. In tale contesto, giudizio relativamente cauto di alcune case d'investimento, nonostante il rialzo della guidance, segnala come il mercato non dia per acquisita una crescita della redditività sganciata dall'andamento dello scenario delle materie prime.

I Certificati di Investimento su Eni S.p.A.

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