Per anni il disarmo globale è stato un punto centrale nell'agenda della politica internazionale. Tuttavia, le crisi geopolitiche, in particolare il conflitto in Ucraina, hanno cambiato le sorti e riacceso la domanda di armamenti. Di fronte alla dolorosa consapevolezza di quanto la pace possa essere fragile, le richieste di misure difensive rafforzate sono aumentate. In risposta, vari paesi hanno annunciato investimenti nella loro industria della difesa e nelle capacità militari, al fine di rinnovare e modernizzare infrastrutture in parte obsolete.
Il ruolo della NATO e l'obiettivo del 2% della spesa pubblica
L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO) è una delle più grandi alleanze di stati al mondo. Per oltre 80 anni, la NATO e gli USA hanno contribuito in modo determinante al mantenimento della pace in Europa. Tuttavia, dall'invasione russa in Ucraina, la realtà in cui viviamo è cambiata: la pace è diventata più fragile e non è più affatto scontata. Inoltre, il mutare delle agende politiche e degli interessi, insieme alle conseguenti frizioni e divergenze, potrebbe spingere alcuni paesi a rivedere la propria politica di sicurezza. Già prima del suo insediamento ufficiale, il presidente designato degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva esortato i membri della NATO ad aumentare significativamente i loro budget per la difesa. Egli criticava da tempo il fatto che alcuni paesi non raggiungessero il cosiddetto obiettivo del 2%, accusandoli di investire in maniera insufficiente nelle loro infrastrutture difensive. Questo obiettivo, secondo il quale ogni Stato membro della NATO dovrebbe destinare il 2% del proprio prodotto interno lordo (PIL) alla difesa, fu stabilito in maniera vincolante per la prima volta nel 2014, durante il vertice della NATO in Galles, tenutosi sotto l'influenza dell'annessione della Crimea da parte della Russia. L'accordo prevedeva inoltre che gli stati che non raggiungessero tale target dovessero ambire a farlo entro i successivi dieci anni. Mentre gli investimenti per la difesa degli USA sono sempre rimasti al di sopra dell'obiettivo dichiarato dalla NATO, quelli di numerosi paesi europei sono stati nettamente inferiori.
Aumento della spesa pubblica per l'industria della difesa
Alla luce della frammentazione geopolitica e delle persistenti minacce internazionali in varie parti del mondo, è atteso un aumento della spesa per la difesa. Nel 2024, l'industria europea della difesa ha registrato un incremento del fatturato del 17%, secondo quanto riportato dall'Associazione Europea delle Industrie Aerospaziali, Spaziali e della Difesa (ASD). Questa tendenza al rialzo potrebbe proseguire, considerata l'attuale situazione geopolitica. Dal febbraio 2022, a seguito dell'attacco russo all'Ucraina, molti membri della NATO hanno incrementato significativamente le loro spese militari. Un recente rapporto della NATO evidenzia che, nell'anno in corso, si prevede che 23 dei 32 alleati raggiungano l'obiettivo del 2%. Le spese militari della Germania hanno raggiunto nel 2023 la cifra di 61,1 miliardi di dollari (USD), registrando un aumento del 48% rispetto al 2022 e del 14% rispetto all'anno antecedente allo scoppio del conflitto in Ucraina. Per il 2024, la Germania ha segnato per la prima volta spese per la difesa pari all'obiettivo stabilito dalla NATO, anche se questo valore calcolato del 2,12% è stato ottenuto grazie all'istituzione di un fondo speciale di 100 miliardi di euro. Nei prossimi anni, tuttavia, il bilancio dovrà aumentare sensibilmente per mantenere tale livello, tenendo presente che gli aumenti dei budget per la difesa spesso richiedono tempo per tradursi in effetti operativi.
La Joint Venture tra Leonardo e Rheinmetall
In un contesto di crescente impegno per il rafforzamento della difesa europea e la modernizzazione delle dotazioni militari, Leonardo – leader italiano nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza – e Rheinmetall – rinomata società tedesca specializzata in tecnologie militari e veicoli da combattimento – hanno annunciato la costituzione di una joint venture paritetica denominata Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMV).
Il progetto nasce con l’obiettivo primario di creare un nuovo player nella produzione europea dei sistemi di difesa terrestre, focalizzandosi sullo sviluppo industriale e la commercializzazione di veicoli da combattimento di ultima generazione. In particolare, la joint venture mira a fornire all’Esercito italiano il nuovo Main Battle Tank (MBT) e la nuova piattaforma Lynx per il programma Armored Infantry Combat System (AICS). Il piano prevede inoltre lo sviluppo e la produzione di altri veicoli correlati, come quelli da recupero, da ingegneria e da ponteggio, aprendo prospettive promettenti di esportazione sui mercati internazionali. Nell’ambito dei programmi MBT e AICS, Leonardo si occuperà dello sviluppo dei sistemi di missione, delle suite elettroniche e dell’integrazione delle armi in conformità ai requisiti del cliente italiano, mentre Rheinmetall metterà a disposizione la sua consolidata esperienza produttiva – già presente in Italia con una rete di tre marchi, circa 1.500 dipendenti distribuiti su cinque siti e vendite per circa 1 miliardo di euro. Questa iniziativa rappresenta un pilastro fondamentale per il consolidamento della cooperazione transfrontaliera nel settore della difesa, posizionando l’Europa come protagonista nell’innovazione e nella produzione di sistemi militari terrestri moderni.
Importanza della tecnologia spaziale per la politica di difesa e sicurezza
L'industria aerospaziale gioca un ruolo decisivo nella politica di difesa e sicurezza globale. Comprende, tra l'altro, la produzione di aerei, satelliti, missili e altri dispositivi volanti che possono essere impiegati per scopi militari. Queste tecnologie, combinate con il monitoraggio dello spazio aereo, sono fondamentali per una difesa militare efficace e credibile. Il progresso tecnologico e gli investimenti regolari nelle infrastrutture mirano a suggerire una superiorità militare e fungono principalmente da deterrente credibile. Inoltre, lo spazio aereo è cruciale per la sorveglianza e la ricognizione tramite satelliti o droni: rilevare precocemente potenziali minacce è essenziale per evitare gravi problemi di sicurezza. Una comunicazione affidabile e sicura contro intercettazioni è altrettanto importante per coordinare le misure difensive transfrontaliere e per condurre negoziati diplomatici. Con l'aumentare dell'importanza dello spazio per la sicurezza nazionale e la difesa, anche le tecnologie per proteggere lo spazio assumono sempre maggiore rilevanza.
Panoramica sul Solactive Europe Aerospace and Defense Index
Qui entra in gioco l'idea del Solactive Europe Aerospace and Defense Index. Si tratta di un indice della Solactive AG, calcolato e distribuito dalla stessa, che segue l'andamento di un portafoglio azionario composto da società attive nel settore dell'industria aerospaziale e della difesa. Il focus dell'Europa su questo settore potrebbe incentivare la costruzione e il rafforzamento della propria infrastruttura difensiva, colmando le carenze di investimento attuali. In questo modo, l'industria aerospaziale e della difesa europea potrebbe offrire interessanti opportunità anche per gli investitori. Il bisogno di recupero nell'industria della difesa europea potrebbe tradursi in maggiori investimenti in formazione, infrastrutture, scorte, veicoli e sistemi di allerta precoce. L'alta tecnologia e l'innovazione sono essenziali per lo sviluppo della tecnologia militare più avanzata e per una strategia difensiva efficiente. Inoltre, l'espansione delle capacità produttive, insieme alla manutenzione e alla sostituzione di infrastrutture ormai obsolete, potrebbe incidere positivamente sulle prospettive di crescita.
Il certificato tracker sull'indice Solactive Europe Aerospace and Defense consente agli investitori di investire, con una sola transazione, nelle dieci maggiori società europee per capitalizzazione operanti nell'industria aerospaziale e della difesa.
Certificati sull'industria aerospaziale e della difesa
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